Aprì gli occhi e molto confusa ed intontita si guardò attorno: era stesa su dei cartoni, in un angolo buio di una stradina stretta e senza uscita. Non riusciva a capire come ci fosse arrivata, il sole picchiava forte sulla sua testa e si rese conto di avere addosso ancora i vestiti della sera prima, quelli che aveva scelto con cura prima di uscire. Lo sguardo le cadde sulle sue mani, erano sporche… un colore rosso vivido le copriva i palmi e si era incrostato intorno alle sue unghie. Cos’era? Lo osservò meglio, ancora frastornata dal risveglio, avvicinando le mani al viso… era… non poteva essere… era sangue! Il suo cuore iniziò a battere freneticamente… cosa le era successo? Come ci era arrivata lì? L’ultima cosa che ricordava era quel locale con le poltrone di pelle rossa e la risata convulsa della sua amica ubriaca…
… poi il nulla… dov’era la sua amica ora? E cosa diavolo ci faceva lì, tra quell’immondizia?
Il sangue era il suo? Cercò ovunque sul suo corpo, ma non aveva nessuna ferita ed anche se la testa rimbombava di dolore, non una sola goccia di sangue ne scendeva. Ma allora, se non era il suo, tutto quel sangue di chi era? Si era resa conto di averlo dappertutto… sulle gambe, sulle braccia…
Cercò di alzarsi e, nel farlo, i cartoni alla sua sinistra scivolarono mostrando il corpo di un uomo ben vestito, un completo grigio e delle scarpe costose, riverso per terra, sulla pancia, inerme. Anche l’uomo era sporco di sangue, ma stavolta la ferita era ben evidente: un foro di pallottola all’altezza del rene sinistro. Una pozza di sangue in corrispondenza della ferita convinse la ragazza della morte dell’uomo… un solo pensiero la tormentava: “L’ho ucciso io! Sono stata io!”. Continuava a muoversi avanti ed indietro, il ticchettio dei suoi tacchi rimbombava in tutta la stradina, non riusciva a calmarsi.
Poi d’un tratto si fermò, vide il volto dell’uomo… lo osservò bene, aggrottò la fronte… tutto le venne alla mente! L’uomo si mosse, non era morto… aveva ancora un flebile soffio nei polmoni… la pistola era proprio accanto al suo corpo, lei si abbassò e la prese. Lui tossì e fece per voltarsi sul fianco… lei lo guardò bene e poi premette il grilletto… un solo colpo in testa… l’uomo era morto!

1 comment:
uhm...
spero che ci sia una prosecuzione a questa storia...
intrigante...
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