Tuesday, November 06, 2007

Un MAI alla volta

Io parlavo, costruivo realtà perfette, indiscutibilmente precise!
Un'idilliaca avventura, senza brutte sorprese ma con continue scoperte.

Inutile dire che forse convincevano solo me, perché solo ora mi rendo conto di non averla data a bere a nessuno... forse solo a chi in realtà doveva rendersi conto di cosa stesse accadendo, ma chiudeva occhi ed orecchie pur di non farlo!

La caduta ha provocato un esteso violaceo ematoma... ora è lì: se lo tocco fa un male cane, se lo osservo troppo a lungo mi fa girare la testa!

MAI costruirsi realtà perfette e MAI crederci troppo a lungo!

E MAI dire MAI!

Sunday, November 04, 2007

Omicidio al supermercato

Ieri sono andata a comprare due cose al supermercato ed ho visto una coppia a dir poco esilarante: lei una bella donna, bassina, magretta, carina, avrà avuto tra i 35 e i 40, lui sembrava di qualche anno più vecchio di lei, alto, robusto, con i capelli grigi. Lui aveva il broncio, lei aveva quell'atteggiamento "non mi importa cosa fai, basta che non mi dai fastidio!". Il loro problema più grande, che stava completamente sfaldando la coppia, era COSA MANGIARE. La prima volta l'ho vista al banco del pane, incerta tra il filoncino e la pagnotta, poi ad un certo punto dice alla tipa del pane "vada pure avanti con i clienti, io aspetto!". Poi arriva lui, incazzato nero, dal fondo del supermercato dritto su di lei, pensavo avesse un coltello (forse anche lui lo pensava.. faceva le prove!), le dice quattro cose e poi se ne va di nuovo. Poi li ho ribeccati davanti alle tisane, lei arriva spingendo il suo carrellino e con la voce più pacata che riesce ad uscirle dice "ma caro, possiamo trovare un accordo, ecco vieni con me che ti faccio vedere cosa mi piace!", lui sempre più imbronciato borbotta, la manda a fanculo e se ne va.. lui non l'ho più visto, ma lei completamente indifferente ha continuato a scegliere tra zuppe e brodi in polvere accanto a me, impassibile!
Credo che lui sia andato a cercare un coltello ben affilato...

Sunday, September 09, 2007

Scegli un pezzo


Cerca...



Cerca...




E tira fuori dal cilindro il tuo pezzo di puzzle, legalo ad altri quattro, che a loro volta saranno legati ad altri tre, che a loro volta saranno legati ad altri tre....


Entri in una rete, il tuo pezzo di puzzle sei tu e tu sei al centro del tuo mondo e sei parte del mondo di un altro...

Diventi la chiave per unire più mondi...


O forse no?!?

Saturday, June 30, 2007

Retromarcia

Dunque... qua bisogna decidersi!
Basta piangersi addosso, psicanalizzarsi, rompere le palle alla gente... al mio ragazzo, che con la sua sana pazienza tra un po' mi manda dove dovrei dirigermi...
Ora basta!

Dunque... come si prendono le decisioni? Esiste un modo giusto di procedere?
Ecco: prendi una matita, un foglio bianco e scrivi.
Cosa? "Io sottoscritta... decido che..."????
No non funziona!

Sdraiati sul letto, mano sotto la testa, fissa nel vuoto e... DECIDI!
Come? Ti viene da pensare solo che vorresti un pantalone e delle scarpe nuove???
No non funziona!

Fai una telefonata, parla con qualcuno, anche di insignificante e... prendila 'sta DECISIONE!
Allora? Come ti perdi nelle futilità????
Neanche questa funziona!

Non è che ci fosse qualcuno con una voglia matta di prendere una decisione per la vita al mio posto?!?

Sunday, May 27, 2007

Un repentino sconvolgimento

Ho sempre avuto paura di fare le cose, qualsiasi cosa.
Da piccola avevo paura il primo giorno di scuola, mi spaventava andare da sola in un paese straniero a sei anni, vivere sola a diciotto in un'enorme città come Milano mi terrorizzava ed oggi mi fanno paura le cose nuove, che mi portano lontano da quello che conosco.

Ma, per un mio strano vizio, la voglia di vedere e di sapere, la mia inarrestabile sete di conoscenza, era più forte di ogni paura ed alla fine comprendevo che non c'era nulla che non riuscissi a fare, perché tutto era incluso nel normale corso della vita.
Ho imparato che viaggiare ed esplorare pezzi di mondo è il modo migliore per mettere alla prova le mie paure, ho fatto del viaggio la mia vita e della mia vita un viaggio.

Ora mi sono fermata.
Ho iniziato vent'anni fa e speravo di finire almeno tra altri venti.

Ma non riesco più a muovermi.
Sono bloccata dalla paura di abbandonare, un terrore che non ho mai vissuto prima d'ora e che mi coglie del tutto impreparata. Non ho armi per combatterlo, sono totalmente scoperta e lascio che agisca e s'insinui nei miei pensieri e nei miei progetti. È una cosa che mi sta portando lentamente a cambiare l'idea della mia esistenza, un progetto di vita che coltivo da tempo.

Non sono abituata e non trovo nessuno che capisca cosa mi accade.

Vivo la contraddizione.

Sono estremamente felice per quello che mi sta succedendo e penso di aver trovato qualcosa a cui molti aspirano ma che pochi possono dire di aver solo sfiorato.

Ed ho paura... avevo un piano, ma ora non ho più voglia di seguirlo, perché mi attanaglia il terrore di abbandonare.

Thursday, May 24, 2007

Centimetri di diametro


Il tumore o cancro è una classe di disordini o di disturbi caratterizzati da una sbagliata riproduzione delle cellule e dall'abilità di queste cellule di invadere altri tessuti, questo accade in caso di crescita diretta nei tessuti adiacenti attraverso una invasione o tramite la metastasi. Per metastasi si definisce lo stadio in cui il cancro è distribuito tramite il flusso sanguigno o tramite sistema linfatico. Il cancro può colpire persone di ogni età, ma i rischi accrescono con l'età, per via del danneggiamento del DNA che si fa sempre più forte. È una della maggiori cause di morte nei paesi sviluppati.

(Wikipedia)
Una massa informe che cresce senza preavviso, si diffonde nel tuo corpo senza che tu possa nulla.
È un disordine biologico ed un'irrefrenabile paura mentale...

È la notizia istantanea che ti porta inevitabilmente ad organizzare gli ultimi momenti della tua vita...


Sunday, May 20, 2007

Prima di parlare...

Ci sono mille modi di comunicare senza usare le parole.

Un gesto della mano, uno sguardo, una postura, un impercettibile movimento delle labbra, della testa, del corpo.

Mille.

Li ho usati tutti e quando non è bastato ho usato le parole.

Ma non è servito...

Friday, May 11, 2007

Quando una falange diventa un braccio

Eh, no! Mai dire "non ho nulla da fare in questo periodo, se vuole Le dò una mano!"...
MAI e poi MAI!!!! Soprattutto non a chi tende a fagocitare tutti i tuoi arti, promettendoti un lavoro sereno e rilassato, tempi lunghi e consegne mensili...

Dopo solo una settimana i tempi si restingono come una maglia di lana lavata in lavatrice, le consegne diventano a dir poco brevi, ti vengono conferiti incarichi che non ti eri impegnata a portare a termine, il lavoro rilassato e sereno diventa un'utopia...

e tu hai ripetuto lo stesso errore, pensando... sperando... che stavolta sarebbe stato diverso... ed intanto ti chiedi...

MA CHI CAZZO ME L'HA FATTO FARE?????

Sunday, April 29, 2007

Wednesday, April 25, 2007

Il ciclo distorto della vita

Parlavo con un ragazzo qualche sera fa.
Era profondamente sconvolto da una ragazza, rigirato come un calzino, affascinato dai movimenti di lei...

Esiste al mondo un numero infinito di persone colte dal fascino dell'altro, irrazionalmente dipendenti dal volere di qualcuno che molto probabilmente non condivide il loro sentimento, irreparabilmente invischiati in cose da cui non sanno più uscire, irriducibilmente vittime di un rapporto malato...

Come si fa a voler star male per star bene?!?
Chissà se esiste un momento per tutti di dire "BASTA", o se ci sono persone che continuano ad agire ciclicamente per il resto della loro vita, ripetendo i propri errori all'infinito, senza mai avere il coraggio di affrontarli....

Saturday, April 14, 2007

Gradini di marmo bianco

Da piccola adoravo le “scale grandi”, quelle con i gradoni enormi, in marmo bianco con venature grigiastre ed il corrimano in legno, così alto che a stento riuscivo a toccarlo con le punta delle dita.


Erano “le scale da non percorrere”, mi ricordo che nella mia percezione infantile risultava uno di quei luoghi a noi proibiti e che, forse proprio per quello, era diventato l’antro preferito per l’espressione della mia fantasia.


Mi ci infilavo quando nessuno era nei paraggi, l’odore di umido mi sovrastava ed era diventato il mio profumo preferito. Mi sedevo su uno dei gradini ed iniziavo ad osservarne le venature.


Infiniti mondi mi si aprivano: draghi, principesse, cavalieri ed armi, storie infinite che prevedevano inesorabilmente la morte dell’eroe, la scomparsa della principessa e la vittoria del drago.


Poi mi scoprivano e tornavo nel mio mondo, lontano dalle venature grigiastre e dalla gloria del drago trionfante, ma sicura che l’avventura sarebbe continuata.

Thursday, April 05, 2007

Pessimi ricordi riaffiorano

Una parte di te si allontana all’improvviso e la sensazione di pienezza che fino ad allora vivevi è soppiantata da un tremendo vuoto. Vedi e percepisci la tua parte andar via, ma non riesci a far nulla per riportarla indietro… la guardi sfuggire da te ed il respiro ti manca. Sei sospinto all’indietro e sprofondi inerme verso il vuoto, le mani tese a raggiungere qualcosa che non c’è più, le parole soffocate, gli occhi spenti...

È un attimo, è una frase, è una repentina presa di coscienza…

Sunday, April 01, 2007

Il dolce far nulla

Ecco, questa è una cosa che non credo di aver mai saputo fare!
Stare seduta e fissare nel vuoto, senza idee da realizzare, senza progetti da mettere in piedi, senza nottate in cui lavorare…
Per paradossale che possa sembrare, i miei nervi non hanno retto e, come corde tese fino all’estremo, nel sentirsi rilasciare hanno iniziato a saltare ovunque…
Urla, grida, strepiti e pianti mi hanno reso una cagna rabbiosa e non sapevo più come uscirne…

Poi un nevrotico giorno mi sono seduta sul divano, ho preso il mio libro ed ho iniziato a leggere.

Con mio sommo stupore ho scoperto di poter restare immobile, felice del dolce far nulla, ingoiando e trangugiando le parole dei libri…

Pericolosa scoperta questa, eppure salutare poiché la mia rabbia si affievolisce ed i miei nervi si rilassano…

Vegeto in uno stato budinoso, ora!
Abbozzo parole, annaspo nell’aere, volto pagine, entro nei racconti, lacrimo sui fogli…

Sono diventata una lettrice incallita!!!!

Monday, March 26, 2007

Nevrosi

Ecco lo sapevo...

Quel mio maledetto infimo istinto mi ha fregato di nuovo!!!!

Schifosissimo bastardo non potevi startene tranquillo per una volta?!?!?

Voglio diventare razionale fino all'osso...

Riuscirò a liberarmi di quel figlio di buona donna un giorno....

Ah sì... ci riuscirò!!!!!!

Sunday, March 25, 2007

Prova a scappare

“Marta! Prendi uno straccio e pulisci quello schifo di vomito sul pavimento del cesso… un imbecille ha pensato bene di lasciarci un ricordo dei suoi bagordi prima di andarsene!... Ah, e poi servi al tavolo tre, sono ore che aspettano!”

La ragazza non rispose e si avviò verso il bagno con uno straccio ed un secchio in mano.

Era passato ormai un anno da quando era arrivata in quella tranquilla cittadina del Sud. Quella notte gelida e piovosa l’aveva condotta dall’unico affittacamere della zona dove aveva pagato per una piccola stanza con letto singolo, bagno e televisore. Nessun altro tipo di arredamento era concepito, ma per lei era sufficiente un tetto sotto il quale ripararsi ed era disposta ad accontentarsi di tutto.

L’affittacamere aveva fatto un po’ di storie per Miss Evie. “Non voglio animali qui!”, aveva detto con tono fermo e deciso. Ma lo sguardo triste di Marta ed il languido miagolio di Miss Evie avevano saputo convincerlo.

Il giorno dopo Marta decise che quella cittadina era abbastanza tranquilla e che sarebbe rimasta lì ed avrebbe cominciato una nuova vita.
Trovò lavoro in un piccolo baretto aperto tutti i giorni a tutte le ore, gestito da una grassa signora il cui principale vezzo era servire i bei giovanotti palpandogli ben bene il sedere. Era la zitella del paese, la conoscevano tutti, ma nessuno si lamentava delle sue morbose attenzioni. Girava voce che garantisse un servizio serale a chi più se ne mostrava bisognoso.

Ma a Marta delle voci non interessava nulla, le bastava fare il suo lavoro, ricevere ciò che le spettava e stare lontana da tutto quello che potesse avvicinarsi al suo passato e a quella tremenda notte di sangue.

La gente del paese ormai la conosceva tutta ed ogni nuovo arrivo rappresentava per lei un’ansia ed una preoccupazione, nonostante fosse passato ormai un anno dall’accaduto.

Tornò dal bagno con aria piuttosta schifata, la puzza del vomito le aveva sempre dato fastidio e raccoglierlo da terra le aveva provocato non pochi problemi.

Al tavolo tre c’erano due nuove facce che Marta non aveva mai visto, ma si capiva bene, alla prima occhiata, che erano poliziotti.

L’ispettore Fritz e l’agente Ricci erano seduti a quel tavolo da ormai un quarto d’ora, analizzando fogli ed osservando foto.

“La modalità è la stessa Ricci, non c’è niente da fare! Un colpo di pistola alla nuca, un vicolo senza uscita ed un’unghia finta laccata di rosso da cui non si riesce a cavarne nulla! Proprio come un anno fa in quel vicolo nei pressi di viale Garibaldi…”

Marta si fermò a pochi passi dal tavolo, il sangue le si gelò nelle vene ed il suo cuore smise di battere per un millesimo di secondo. Il vassoio che portava le scivolò di mano e le tazzine di caffè caddero a terra rompendosi in mille pezzi. Il caffè schizzò ovunque, arrivando a macchiare l’impermeabile dell’ispettore Fritz ed alcune foto sul tavolo.

“Signorina!! Ma stia più attenta! Cosa ha? Non si sente bene?”, l’ispettore si alzò per darle una mano, ma Marta con uno scatto si abbassò ed iniziò a raccogliere i cocci sul pavimento. “Chiedo scusa… è la stanchezza… lavoro troppo!”.

Si diresse verso il bancone con un solo pensiero nella mente: «Mi hanno trovato, sono qui per portarmi in galera!».

Friday, March 02, 2007

Vivimi

Incontrami un giorno tra la gente
E ti dirò chi sono stata

Guardami negli occhi
E ti racconterò cosa ho provato

Stringimi le mani
E saprai in cosa ho creduto

Avvicinati a me
E sentirai quanto ho tremato

Ma che sia un giorno lontano
Perché oggi non riesco a parlarti

So solo viverti

La folla

È incredibile quanta imbecillità esista a questo mondo.

Non dovrei stupirmi, ma ogni volta rimango a bocca aperta.

Wednesday, February 14, 2007

L'età

E pure questa è andata!!!!

Sunday, February 04, 2007

Leggerezza


È incredibile come ci si senta leggeri quando si è felici.


Ed il mio corpo è leggerissimo in questo periodo.

Saturday, February 03, 2007

La bella ed il pazzo

Stasera ho conosciuto una ragazza dagli occhi scuri, profondi e vispi e dalla pelle chiara. Ero seduta al bancone del bar, bevevo la mia bottiglia di birra quando l'ho vista: era sola ad un tavolo, un calice di vino rosso accanto alla sua mano, gli occhi persi nel nulla ed un lieve sorriso sulle labbra. Non ho saputo resistere e mi sono avvicinata, la sua anima tratteneva racconti ed i suoi occhi ricordi.

L'ho conosciuta, mi sono seduta al suo tavolo ed abbiamo iniziato a parlare.

Mi ha raccontato una storia, la storia di una ragazza e di un ragazzo, conosciutisi quasi per caso, amatisi fino all'ultimo, legati per la vita.

Lui era pazzo, lei era bella.

Vivevano ogni secondo della loro avventura intensamente, respiravano all'unisono e si accarezzavano ogni volta come fosse la prima. Solo un pazzo può apprezzare una persona bellissima e solo una persona bellissima può convivere con un pazzo, anche se sa che lui la ferirà.

Ed un giorno lui la lasciò, perché i pazzi fanno sempre la cosa sbagliata e convivono meglio da soli con la loro pazzia.

Le loro vite continuarono separate per anni, ma entrambi sapevano che c'era qualcosa che li legava, un filo invisibile che li teneva vicini. Anche a chilometri di distanza, le loro anime si sfiorano ed entrambi si rintanano nel ricordo dei loro giorni insieme.

Stasera ho conosciuto una ragazza dagli occhi scuri, profondi e vispi e dalla pelle chiara che mi ha raccontato la sua storia: la storia della bella e del pazzo.


A Luca

Wednesday, January 31, 2007

Momenti

Ci sono volte in cui vorresti essere ovunque, ma non dove ti trovi.
Vorresti diventare tanto piccola e scomparire, non essere vista nè percepita.

Ci sono momenti in cui faresti tutto, ma non quello che stai facendo.
Vorresti che il tempo scorresse velocemente per andar via.

E poi ci sono quegli istanti in cui sei esattamente dove avresti voluto essere.
Fai precisamente quello che vuoi fare e ti senti felice.

Sunday, January 28, 2007

Sensi

Respiro profondamente, chiudo gli occhi ed entro in un luogo dove non sono mai stata.
Le mani sprofondate in qualcosa di soffice, sento una musica strana, che non so decifrare.
Cerco di creare un'immagine, mentre assaporo qualcosa di nuovo.
Affondo le mani ed un profumo dolce mi sovrasta.

Sulle labbra un sapore agrodolce, tra le mani morbido velluto, nelle narici un odore diverso, nelle orecchie una melodia sconosciuta, negli occhi un'immagine irreale.

Saturday, January 27, 2007

Come non detto....

... uhm... no! Non è vero, non imparo a muovermi, ma combino solo casini...
... è un circolo vizioso, non riesco a smettere...
La vita tranquilla non fa per me!!!!
... però un tentativo l'ho fatto...
Bene, allora mi premio per il tentativo fatto e continuo a combinare casini!!!

Thursday, January 25, 2007

Passo dopo passo...

... forse imparo a muovermi!
Sto imparando a riflettere prima di agire... non sembra male come cosa...
Mi sento come un bimbo che scopre di avere dei piedi...

Io ho scoperto di saper usare il cervello anche nel personale, abbandonando l'istinto...

Non è male, devo dire...

Monday, January 22, 2007

A volte credi...

A volte credi che esitano persone fondamentali per la tua esistenza. Anche se sono anni che ti hanno abbandonato tu vivi ancora nel loro ricordo, sperando di essere tanto fondamentale per loro quanto loro lo sono per te, perché è questo che ti hanno sempre detto.

Finché un giorno ti rendi conto di non esserlo e capisci che non hai mai vissuto la reciprocità, ma la tua persona fondamentale l’ha vissuta con un’altra, in un altro momento della sua vita e a sua volta capisce di aver sbagliato a considerarti fondamentale, perché non eri tu quella.

Allora ti riprometti di non avere mai più persone fondamentali e la cosa non ti riesce difficile visto che ne hai avuta solo una finora e non riesci ad immaginare qualcun altro che rivesta il suo ruolo. Nonostante tu ci abbia provato più volte, non capisci perché, ad anni di distanza, riesce ancora a farti male sapere che il vostro ricordo non toglie il fiato anche a lui.

Ed il problema è che non riesci a smettere di pensare alla tua persona fondamentale e finché non smetterai non potrai trovarne un'altra.

A volte ti sembra di non volerne neanche trovare un'altra, perché non credi possibile allontanarti da quel ricordo, che è diventato quasi vago ormai, ma che fino all'ultimo vuoi stringere tra le dita.

Wednesday, January 17, 2007

Immagini di un mondo irreale

Quand’ero piccola credevo che le edicole agli angoli delle strade non avessero porte che permettessero agli edicolanti di uscire dai loro tre metri quadri di spazio. Passavano la giornata intera in quella specie di loculo e, una volta terminato il lavoro, chiudevano le serrande restando all’interno, premevano un pulsante rosso situato tra le riviste di motori e quelle di sport e la piattaforma su cui si trovavano iniziava a discendere. Come un ascensore, la piattaforma sarebbe scesa due piani sotto terra, nella casa dell’edicolante, dove una moglie con indosso un completo rosso e nero, i capelli appena sistemati, lo attendeva con tra le mani un arrosto fumante ed i figli, ben vestiti e ben pettinati, erano già in tavola con il tovagliolo legato intorno al collo.

Adesso immagino di fluttare nell’aria: chiudo gli occhi, escludo i rumori esterni, tutto diventa silenzioso ed il mio corpo si fa leggero. Il vento aumenta ed io mi muovo slegata dai vincoli della gravità.

Immaginare e vivere l’irrealtà fa parte di me…

Monday, January 15, 2007

Mete

Ecco dove ho deciso di andare... tra qualche mese sarò lì, a Seattle.
Ho sempre voluto andarci... prenderò le mie quattro cose e me ne andrò a Seattle e ci resterò finché la voglia di viaggiare e di scoprire non sia tornata alla carica!

Sì, è lì che andrò!!

Qualche mese e sarò su quella spiaggia...

Friday, January 12, 2007

L'ispettore

immagine tratta all'indirizzo www.marenoir.it


L’ispettore Oliviero Frizzieri era un uomo sulla cinquantina, di bassa statura, panciuto ed ormai quasi calvo, anche se la sua barba lunga e folta tentava di adempiere al compito di compensare la visibile mancanza di capelli sulla sua testa. L'ispettore veniva chiamato da tutti Fritz, nessuno aveva mai usato il suo nome di battesimo o quello di famiglia nel rivolgersi a lui, solo sua madre lo chiamava Oliviero ed il fatto che questa pratica non fosse diffusa non gli dispiaceva affatto.

“Ispettore! Hanno trovato un uomo morto in un vicolo nei pressi di viale Garibaldi…”

Prima che l’agente irrompesse nella stanza, l'ispettore Fritz era intento nella lettura di un rapporto che riportava i momenti di una rapina avvenuta pochi giorni prima in una gioielleria del centro.

“Uhm… la giornata promette bene! Andiamo Ricci, lei viene con me”.

Se c’era una cosa che Fritz non sopportava era iniziare una giornata con un morto, ma alcune mattine sono tranquille ed altre lo sono molto meno e questa era proprio una di quelle.

L’ispettore prese il suo soprabito e si avviò con l’agente Ricci verso l’automobile, non senza aver prima dato un paio di direttive ad altri agenti. Questa sua posizione di potere gli era congeniale, aveva faticato per arrivare fino a quel punto, anche se la sua carriera in polizia era iniziata quasi per sbaglio, per un caso fortuito della vita.

Ricci e Fritz salirono sull’auto che sfrecciò per le strade della città fino ad arrivare al luogo del delitto. L’ispettore scese dalla macchina ed iniziò ad ispezionare il luogo, aveva visto varie volte quell’angolo di città, proprio lì accanto viveva sua figlia ed il fatto che fosse stato commesso un tale crimine scosse l’animo di Fritz, il cui pensiero volse automaticamente a sua figlia. Decise che le avrebbe parlato in serata, ora doveva occuparsi di quell’uomo che vedeva a terra in una pozza di sangue.

Si era già creata una piccola folla, costituita dalla gente del vicinato, che incuriosita tentava di superare le barriere della polizia e carpire, con lo sguardo, qualche informazione in più sull’avvenimento. L’ispettore Fritz rivolse alcune domande, ma nessuno sembrava aver visto o sentito qualcuno e la cosa dette da pensare al nostro ispettore. Cosa era successo? E come aveva fatto l’assassino a dileguarsi nel nulla?

Fritz si avvicinò al corpo, osservandolo dapprima distrattamente.

“Ricci, sappiamo chi sia?”, disse rivolgendosi all’agente.

“No, signore… non aveva documenti indosso, ma abbiamo trovato l’arma del delitto, era accanto al corpo, una pistola calibro 38. È stata inviata alla scientifica. Il medico legale dice che dovrebbe essere morto da circa tre ore, verso le sei del mattino. La scientifica sta analizzando il vicolo alla ricerca di tracce che ci conducano all’assassino”.

“Bene Fritz… Ah! Maledizione!!”, nell’osservarsi attorno l’ispettore non si rese conto di essersi avvicinato troppo al cadavere ed aver infilato un piede nella pozza di sangue, sporcando le sue belle scarpe nuove. Stava proprio tentando di pulire le scarpe, chino per terra, quando osservò per la prima volta il viso del morto… non l’aveva guardato prima, ma adesso… quel viso gli risultava familiare…

Si alzò in piedi, dimenticando le macchie di sangue sulle sue scarpe, fissando insistentemente il volto del cadavere.

“Figlio di puttana… ti meriti quello che ti è successo! Maledetto schifoso!!”, e così dicendo non seppe resistere all’impulso di dargli un calcio. Capì subito, al primo sguardo, chi fosse quell’uomo… “Prima o poi qualcuno ti avrebbe ucciso, non me ne meraviglio!”.

E mentre entrambe le sue scarpe nuove erano ora immerse nella pozza di sangue, l’ispettore Fritz fissava il corpo inerme, stringendo i pugni e serrando la mascella, perso nel ricordo di quell’uomo meschino.

Wednesday, January 10, 2007

Respiri profondi...

Invecchio... divento indisponente... molte più cose mi irritano... mi inzitellisco!

Devo trattenermi per tacere, e quando non mi trattengo vengon fuori delle cose... indescrivibili!

Ho bisogno di aria... fatemi respirare...

Mi viene la pelle d'oca... mi sale un brivido lungo la schiena...

Devo riuscirci... non parlare, non parlare... stringi i denti e statti zitta...

Ce la posso fare... magari ci riesco!...

La mia pazienza, di dimensioni inimmaginabili, si sta esaurendo, ed ho solo un quarto di secolo (quasi!)...

Sii buona con tutti...

Non ce la faccio... mi viene da urlare...

Stasera mi sento cattiva... ho una voglia matta di picchiare qualcuno!

Sunday, January 07, 2007

Mezze misure

Le cose istintive sono quelle di cui ti penti.

Che sia presto o tardi, provi il rimorso di averle compiute... e pensare che l'hai fatto solo per non avere rimpianti! Sto ancora decidendo se il rimpianto sia meglio del rimorso o viceversa...

Ho sempre agito con istinto per non avere rimpianti, convinta che sia meglio sapere che essere all'oscuro.

Ora ho deciso di restare immobile, di non agire... passando da un estremo all'altro ed accorgendomi che non ho mezze misure, perché forse non mi sono mai piaciute... o bianco o nero, il grigio non mi attrae!

Quindi non ho soluzioni e vago tentennando, coprendo il bianco con il nero ed il nero con il bianco...

... forse così otterrò un grigio prima o poi!

Saturday, January 06, 2007

A volte la mente divaga...

Stasera pensavo e ad un certo punto ho deciso:
farò grandi cose nella mia vita,
non so ancora bene quali,
ma saranno grandi,
di proporzioni inimmaginabili,
provocheranno uno stupore ed un’approvazione pubblica indicibile,
entrerò nella storia di una nazione che potrebbe non essere l’Italia,
diventerò immortale ed i liceali leggeranno il mio nome sui libri di scuola,
avrò assistenti da torturare, che però non torturerò,
già me l’immagino…

Stasera pensavo e ad un certo punto mi son detta:
“Uhm… naaaa… troppa fatica!”

Friday, January 05, 2007

Midnight's dream

Ci sono sogni che non dimentichi, anche se passano degli anni, e profumi che ricordi e riconosci all’istante, mentre la vista si annebbia e la realtà diventa sogno e ricordo. Per un millesimo di secondo, sei chiuso in un ricordo e lo rivivi, con i profumi ed i sapori di quella volta…

Ma poi il profumo svanisce e ripiombi nella luce accecante e non ricordi più quello che è successo, come se solo il profumo potesse permetterti di riviverlo…

Un sogno meraviglioso, che la tua mente perde al risveglio…