Wednesday, January 31, 2007

Momenti

Ci sono volte in cui vorresti essere ovunque, ma non dove ti trovi.
Vorresti diventare tanto piccola e scomparire, non essere vista nè percepita.

Ci sono momenti in cui faresti tutto, ma non quello che stai facendo.
Vorresti che il tempo scorresse velocemente per andar via.

E poi ci sono quegli istanti in cui sei esattamente dove avresti voluto essere.
Fai precisamente quello che vuoi fare e ti senti felice.

Sunday, January 28, 2007

Sensi

Respiro profondamente, chiudo gli occhi ed entro in un luogo dove non sono mai stata.
Le mani sprofondate in qualcosa di soffice, sento una musica strana, che non so decifrare.
Cerco di creare un'immagine, mentre assaporo qualcosa di nuovo.
Affondo le mani ed un profumo dolce mi sovrasta.

Sulle labbra un sapore agrodolce, tra le mani morbido velluto, nelle narici un odore diverso, nelle orecchie una melodia sconosciuta, negli occhi un'immagine irreale.

Saturday, January 27, 2007

Come non detto....

... uhm... no! Non è vero, non imparo a muovermi, ma combino solo casini...
... è un circolo vizioso, non riesco a smettere...
La vita tranquilla non fa per me!!!!
... però un tentativo l'ho fatto...
Bene, allora mi premio per il tentativo fatto e continuo a combinare casini!!!

Thursday, January 25, 2007

Passo dopo passo...

... forse imparo a muovermi!
Sto imparando a riflettere prima di agire... non sembra male come cosa...
Mi sento come un bimbo che scopre di avere dei piedi...

Io ho scoperto di saper usare il cervello anche nel personale, abbandonando l'istinto...

Non è male, devo dire...

Monday, January 22, 2007

A volte credi...

A volte credi che esitano persone fondamentali per la tua esistenza. Anche se sono anni che ti hanno abbandonato tu vivi ancora nel loro ricordo, sperando di essere tanto fondamentale per loro quanto loro lo sono per te, perché è questo che ti hanno sempre detto.

Finché un giorno ti rendi conto di non esserlo e capisci che non hai mai vissuto la reciprocità, ma la tua persona fondamentale l’ha vissuta con un’altra, in un altro momento della sua vita e a sua volta capisce di aver sbagliato a considerarti fondamentale, perché non eri tu quella.

Allora ti riprometti di non avere mai più persone fondamentali e la cosa non ti riesce difficile visto che ne hai avuta solo una finora e non riesci ad immaginare qualcun altro che rivesta il suo ruolo. Nonostante tu ci abbia provato più volte, non capisci perché, ad anni di distanza, riesce ancora a farti male sapere che il vostro ricordo non toglie il fiato anche a lui.

Ed il problema è che non riesci a smettere di pensare alla tua persona fondamentale e finché non smetterai non potrai trovarne un'altra.

A volte ti sembra di non volerne neanche trovare un'altra, perché non credi possibile allontanarti da quel ricordo, che è diventato quasi vago ormai, ma che fino all'ultimo vuoi stringere tra le dita.

Wednesday, January 17, 2007

Immagini di un mondo irreale

Quand’ero piccola credevo che le edicole agli angoli delle strade non avessero porte che permettessero agli edicolanti di uscire dai loro tre metri quadri di spazio. Passavano la giornata intera in quella specie di loculo e, una volta terminato il lavoro, chiudevano le serrande restando all’interno, premevano un pulsante rosso situato tra le riviste di motori e quelle di sport e la piattaforma su cui si trovavano iniziava a discendere. Come un ascensore, la piattaforma sarebbe scesa due piani sotto terra, nella casa dell’edicolante, dove una moglie con indosso un completo rosso e nero, i capelli appena sistemati, lo attendeva con tra le mani un arrosto fumante ed i figli, ben vestiti e ben pettinati, erano già in tavola con il tovagliolo legato intorno al collo.

Adesso immagino di fluttare nell’aria: chiudo gli occhi, escludo i rumori esterni, tutto diventa silenzioso ed il mio corpo si fa leggero. Il vento aumenta ed io mi muovo slegata dai vincoli della gravità.

Immaginare e vivere l’irrealtà fa parte di me…

Monday, January 15, 2007

Mete

Ecco dove ho deciso di andare... tra qualche mese sarò lì, a Seattle.
Ho sempre voluto andarci... prenderò le mie quattro cose e me ne andrò a Seattle e ci resterò finché la voglia di viaggiare e di scoprire non sia tornata alla carica!

Sì, è lì che andrò!!

Qualche mese e sarò su quella spiaggia...

Friday, January 12, 2007

L'ispettore

immagine tratta all'indirizzo www.marenoir.it


L’ispettore Oliviero Frizzieri era un uomo sulla cinquantina, di bassa statura, panciuto ed ormai quasi calvo, anche se la sua barba lunga e folta tentava di adempiere al compito di compensare la visibile mancanza di capelli sulla sua testa. L'ispettore veniva chiamato da tutti Fritz, nessuno aveva mai usato il suo nome di battesimo o quello di famiglia nel rivolgersi a lui, solo sua madre lo chiamava Oliviero ed il fatto che questa pratica non fosse diffusa non gli dispiaceva affatto.

“Ispettore! Hanno trovato un uomo morto in un vicolo nei pressi di viale Garibaldi…”

Prima che l’agente irrompesse nella stanza, l'ispettore Fritz era intento nella lettura di un rapporto che riportava i momenti di una rapina avvenuta pochi giorni prima in una gioielleria del centro.

“Uhm… la giornata promette bene! Andiamo Ricci, lei viene con me”.

Se c’era una cosa che Fritz non sopportava era iniziare una giornata con un morto, ma alcune mattine sono tranquille ed altre lo sono molto meno e questa era proprio una di quelle.

L’ispettore prese il suo soprabito e si avviò con l’agente Ricci verso l’automobile, non senza aver prima dato un paio di direttive ad altri agenti. Questa sua posizione di potere gli era congeniale, aveva faticato per arrivare fino a quel punto, anche se la sua carriera in polizia era iniziata quasi per sbaglio, per un caso fortuito della vita.

Ricci e Fritz salirono sull’auto che sfrecciò per le strade della città fino ad arrivare al luogo del delitto. L’ispettore scese dalla macchina ed iniziò ad ispezionare il luogo, aveva visto varie volte quell’angolo di città, proprio lì accanto viveva sua figlia ed il fatto che fosse stato commesso un tale crimine scosse l’animo di Fritz, il cui pensiero volse automaticamente a sua figlia. Decise che le avrebbe parlato in serata, ora doveva occuparsi di quell’uomo che vedeva a terra in una pozza di sangue.

Si era già creata una piccola folla, costituita dalla gente del vicinato, che incuriosita tentava di superare le barriere della polizia e carpire, con lo sguardo, qualche informazione in più sull’avvenimento. L’ispettore Fritz rivolse alcune domande, ma nessuno sembrava aver visto o sentito qualcuno e la cosa dette da pensare al nostro ispettore. Cosa era successo? E come aveva fatto l’assassino a dileguarsi nel nulla?

Fritz si avvicinò al corpo, osservandolo dapprima distrattamente.

“Ricci, sappiamo chi sia?”, disse rivolgendosi all’agente.

“No, signore… non aveva documenti indosso, ma abbiamo trovato l’arma del delitto, era accanto al corpo, una pistola calibro 38. È stata inviata alla scientifica. Il medico legale dice che dovrebbe essere morto da circa tre ore, verso le sei del mattino. La scientifica sta analizzando il vicolo alla ricerca di tracce che ci conducano all’assassino”.

“Bene Fritz… Ah! Maledizione!!”, nell’osservarsi attorno l’ispettore non si rese conto di essersi avvicinato troppo al cadavere ed aver infilato un piede nella pozza di sangue, sporcando le sue belle scarpe nuove. Stava proprio tentando di pulire le scarpe, chino per terra, quando osservò per la prima volta il viso del morto… non l’aveva guardato prima, ma adesso… quel viso gli risultava familiare…

Si alzò in piedi, dimenticando le macchie di sangue sulle sue scarpe, fissando insistentemente il volto del cadavere.

“Figlio di puttana… ti meriti quello che ti è successo! Maledetto schifoso!!”, e così dicendo non seppe resistere all’impulso di dargli un calcio. Capì subito, al primo sguardo, chi fosse quell’uomo… “Prima o poi qualcuno ti avrebbe ucciso, non me ne meraviglio!”.

E mentre entrambe le sue scarpe nuove erano ora immerse nella pozza di sangue, l’ispettore Fritz fissava il corpo inerme, stringendo i pugni e serrando la mascella, perso nel ricordo di quell’uomo meschino.

Wednesday, January 10, 2007

Respiri profondi...

Invecchio... divento indisponente... molte più cose mi irritano... mi inzitellisco!

Devo trattenermi per tacere, e quando non mi trattengo vengon fuori delle cose... indescrivibili!

Ho bisogno di aria... fatemi respirare...

Mi viene la pelle d'oca... mi sale un brivido lungo la schiena...

Devo riuscirci... non parlare, non parlare... stringi i denti e statti zitta...

Ce la posso fare... magari ci riesco!...

La mia pazienza, di dimensioni inimmaginabili, si sta esaurendo, ed ho solo un quarto di secolo (quasi!)...

Sii buona con tutti...

Non ce la faccio... mi viene da urlare...

Stasera mi sento cattiva... ho una voglia matta di picchiare qualcuno!

Sunday, January 07, 2007

Mezze misure

Le cose istintive sono quelle di cui ti penti.

Che sia presto o tardi, provi il rimorso di averle compiute... e pensare che l'hai fatto solo per non avere rimpianti! Sto ancora decidendo se il rimpianto sia meglio del rimorso o viceversa...

Ho sempre agito con istinto per non avere rimpianti, convinta che sia meglio sapere che essere all'oscuro.

Ora ho deciso di restare immobile, di non agire... passando da un estremo all'altro ed accorgendomi che non ho mezze misure, perché forse non mi sono mai piaciute... o bianco o nero, il grigio non mi attrae!

Quindi non ho soluzioni e vago tentennando, coprendo il bianco con il nero ed il nero con il bianco...

... forse così otterrò un grigio prima o poi!

Saturday, January 06, 2007

A volte la mente divaga...

Stasera pensavo e ad un certo punto ho deciso:
farò grandi cose nella mia vita,
non so ancora bene quali,
ma saranno grandi,
di proporzioni inimmaginabili,
provocheranno uno stupore ed un’approvazione pubblica indicibile,
entrerò nella storia di una nazione che potrebbe non essere l’Italia,
diventerò immortale ed i liceali leggeranno il mio nome sui libri di scuola,
avrò assistenti da torturare, che però non torturerò,
già me l’immagino…

Stasera pensavo e ad un certo punto mi son detta:
“Uhm… naaaa… troppa fatica!”

Friday, January 05, 2007

Midnight's dream

Ci sono sogni che non dimentichi, anche se passano degli anni, e profumi che ricordi e riconosci all’istante, mentre la vista si annebbia e la realtà diventa sogno e ricordo. Per un millesimo di secondo, sei chiuso in un ricordo e lo rivivi, con i profumi ed i sapori di quella volta…

Ma poi il profumo svanisce e ripiombi nella luce accecante e non ricordi più quello che è successo, come se solo il profumo potesse permetterti di riviverlo…

Un sogno meraviglioso, che la tua mente perde al risveglio…