Quand’ero piccola credevo che le edicole agli angoli delle strade non avessero porte che permettessero agli edicolanti di uscire dai loro tre metri quadri di spazio. Passavano la giornata intera in quella specie di loculo e, una volta terminato il lavoro, chiudevano le serrande restando all’interno, premevano un pulsante rosso situato tra le riviste di motori e quelle di sport e la piattaforma su cui si trovavano iniziava a discendere. Come un ascensore, la piattaforma sarebbe scesa due piani sotto terra, nella casa dell’edicolante, dove una moglie con indosso un completo rosso e nero, i capelli appena sistemati, lo attendeva con tra le mani un arrosto fumante ed i figli, ben vestiti e ben pettinati, erano già in tavola con il tovagliolo legato intorno al collo.
Adesso immagino di fluttare nell’aria: chiudo gli occhi, escludo i rumori esterni, tutto diventa silenzioso ed il mio corpo si fa leggero. Il vento aumenta ed io mi muovo slegata dai vincoli della gravità.
Immaginare e vivere l’irrealtà fa parte di me…
Adesso immagino di fluttare nell’aria: chiudo gli occhi, escludo i rumori esterni, tutto diventa silenzioso ed il mio corpo si fa leggero. Il vento aumenta ed io mi muovo slegata dai vincoli della gravità.
Immaginare e vivere l’irrealtà fa parte di me…
1 comment:
sarebbe una bella frittata effettivamente!!
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