Thursday, December 25, 2008

Ho Ho Ho

Ed anche questo anno finisce.
Speriamo che il prossimo vada un po' meglio...

Sunday, December 14, 2008

"Pendolare"

"s.m. e f.  Lavoratore o studente che quotidianamente si sposta dalla località di residenza per raggiungere quella della propria attività.
v. intr.  Di un corpo sospeso, oscillare ritmicamente come il pendolo"
Devoto Oli

La mattina alle 5:30 suona la sveglia.
Si apre automaticamente mezzo occhio e con un movimento, che non sai bene come tu sia in grado di produrre, ordini alla tua sveglia di ricordati che la tua giornata inizia tra 10 minuti. Lei puntualmente obbedisce e dopo 10 minuti è ancora lì e suona.
È ora! Ti trascini per casa e alla fine ce la fai a prepararti.
Inizia il tuo viaggio.

Autobus
Sei ancora abbastanza rincoglionita, sali, borbotti un "Buongiorno" all'autista, ti siedi sul primo sedile vuoto che trovi. Se sei fortunata scopri in ritardo che accanto a te c'è una persona che puzza di alcol alle 6 del mattino, se sei sfortunata ti sei seduta dove qualcuno qualche giorno prima ha vomitato. Quando è una delle tue giornate migliori, c'è un gruppetto di simpatici, gioviali e vivaci adolescenti che (non si capisce bene con quale voglia) ridono, scherzano ed urlano, giusto per allietare la tua mattinata. Arrivi in stazione.

Treno
Fortunatamente sali alla stazione da cui si forma il treno, quindi riesci a trovare un posto a sedere. Il treno parte. Dopo 5 minuti si ferma nella prima stazione, intanto tu avevi già iniziato ad appisolarti in una posizione semi-comoda. Sale un'orda di gente affamata di posti a sedere. In due millisecondi la tua posizione semi-comoda diventa scomodissima: hai un tuo ginocchio in bocca, mentre lotti con quello di fronte per piazzare l'altra gamba da qualche parte in modo che resti attaccata al corpo, nel frattempo quello accanto ti piazza un gomito in un fianco che lì resta per 45 minuti di viaggio. Ad un certo punto, qualcuno decide che bisogna temprare il carattere dei passeggeri e fa partire l'aria condizionata, inizi a congelarti! In queste condizioni, non si sa bene come, ti addormenti. Ti risvegli poco prima della tua fermata e nella stessa posizione di prima cerchi di infilarti giacca, sciarpa, cappello e guanti. Ti si accavallano due nervi della schiena, un dolore immenso, ma ce la fai. Scendi dal treno.

Metropolitana
Appena scesa dal treno diventi un corpo sospeso, la massa di gente ti spinge verso la metropolitana, a volte non poggi neanche i piedi per terra. Raggiungi la metro che ti porta al lavoro, non c'è molta gente, sorridi speranzosa. Arriva la metro, ma in quell'attimo arriva anche una folla immensa (che ogni volta ti chiedi da dove provenga tutta questa gente e poi perché sempre tutti in quel momento???). Sali sulla metro, sei schiacciata tra cinque persone e otto borse. Se sei fortunata almeno una ha bevuto un paio di bicchieri di whiskey, se sei sfortunata la borsa di quello accanto ti si piazza dritta nello stomaco. Quando è una delle tue giornate migliori, c'è qualcuno che ti mette la mano sul sedere. Scendi alla fermata, cambi metro, stesso discorso. Arrivi.

Ti fai 10 minuti a piedi e sei al lavoro.
Lo stesso si ripete per il viaggio di ritorno a casa.

Sei un pendolare, la tua attività principale è essere un corpo sospeso che ritmicamente oscilla, come il pendolo.
Se la pensi in questi termini, la cosa ti sembra quasi bella!

Wednesday, November 26, 2008

1984 - George Orwell

Da vari mesi frequento un master universitario in diritto dell'ambiente.

Dopo varie lezioni, moduli, aree tematiche e decine di diversi professori, avvocati, ingegneri, naturalisti e psicologi, nel tempo si è insinuato in me un pensiero che piano piano è diventato una ferma convinzione: io e gli altri ragazzi del master stiamo inconsciamente partecipando ad un reality!
Scopo del programma televisivo è verificare le reazioni degli uditori ad una serie di personaggi strambi che s'improvvisano docenti, le persone più strane che la produzione del reality potesse trovare. È avanzabile anche l'ipotesi che alcuni siano stati recuperati da un paio di ospedali psichiatrici, giusto per l'occasione.

Se dovessi pensare ad un paio di esempi, potrei ricordare:
- quello che si molleggia sulle gambe, muovendosi in modo inconsulto da una parte all'altra della cattedra e parlando come se stessimo tutti partecipando ad un quiz televisivo, con tratti d'isterismo facilmente individuabili in risate inconsulte nei momenti più inaspettatti;
- quello che si crede una ROCKSTAR e si lancia sulla sedia con le rotelle, facendola scivolare da un angolo all'altro della cattedra, impugnando il microfono come farebbe solo Mick Jagger. Roba che ti verrebbe da alzarti in piedi ed urlare YEEEEAAAHHH, aggiungendo, perché no, il tipico gesto metal;
- quello che ci porta tutti in un furgoncino molto simile a quello del maniaco de "Il silenzio degli innocenti" e ci mostra (ed aziona) una serie di arnesi per dimostrarci gli effetti reali dell'inquinamento acustico. A breve termine solo un forte mal di testa;
- quello che assomiglia in modo impressionante ad un pupazzo da ventriloquo e cammina come se a sorreggerlo fossero invisibili fili;
- quello che non ha ben chiare alcune regole base della grammatica italiana e di fronte a determinate coniugazioni di verbi particolarmente "ostici" rileva il suo serio problema, che risolve o infilando una forma in romanesco, mentre nessuno sembrerebbe accorgersi della titubanza, o borbottando versioni alquanto incomprensibili del medesimo verbo;
- quella che in un'aula di 2mq urla come una gallina impazzita, mentre mostra una presentazione Power Point di mille e mille colori...
E ce ne sarebbero molti altri da citare...

La produzione del reality ha poi pensato bene di intaccare la solidità dello sfortunato gruppo corsisti inserendo di tanto in tanto degli uditori saltuari, iscritti, a detta loro, solo ad alcuni moduli del master, ma in realtà pagati dalla produzione! Tra tutti, un avvocato pugliese, vagamente somigliante ad un orsetto lavatore, la cui attività principale consta nell'intervenire ripetutamente durante le lezioni con un linguaggio incomprensibile ai più, anche ai docenti, e vocaboli scomparsi dalla lingua italiana da ormai almeno 200 anni.

Ultimo fattore che avvalora la tesi ben fondata del reality è riscontrabile nella riduzione del numero dei corsisti: all'inizio eravamo in 10, ora siamo rimasti in 9. Il pubblico deve aver nominato il nostro caro amico molisano, che rincontreremo ormai solo al termine del programma, magari in una discoteca dove saremo tutti "special guests".

Tutto questo per dirvi che se qualcuno fosse interessato a partecipare inconsapevolmente ad un reality, ecco io posso fornirvi gli estremi per iscrivervi a questo master...

Ad ogni modo, questa edizione la vincerò io!

Tuesday, November 04, 2008

Milano

Erano 4 anni che non tornavo a Milano.
Ho iniziato un nuovo lavoro da questa settimana e sono tornata a Milano.

In soli due giorni ho capito perché non vivo più in questa città:
un tizio sul treno è rimasto in piedi al centro del corridio a fissarmi con occhio da pesce lesso, un altro sulla metro ha iniziato a vaneggiare urlando e chiamandomi Marisa, un altro approfittando della ressa dell'ora di punta ha cercato di mettermi le mani sul sedere...

Chissà se è Milano ad essere cambiata in 4 anni o se sono io che proprio non mi ricordavo questi particolari....

Wednesday, October 29, 2008

Signore e Signori... L'Italia dell'ignoranza!!

Ed ecco ci siamo arrivati, non ci bastava essere nelle statistiche europee i più ignoranti.
Legittimiamo la nostra ignoranza togliendo i fondi all'università, tanto che ce ne facciamo della gente intelligente ed istruita se adesso il messaggio è: sii furbo e fotti gli italiani, così ti voteranno!!! Sii un ignorante come Bossi e i suoi, cerca di fottere il prossimo a tuo favore, se è una nazione intera meglio ancora, proprio come quel pezzo di merda che l'ITALIA ha votato.
E ce lo meritiamo, lui e la sua corte; non una, DUE volte!!!

Canta bene Ligabue: "Buonanotte all'Italia, con gli sfregi nel cuore, e le flebo attaccate da chi ha tutto il potere, e la guarda distratto come fosse una moglie, come un gioco in soffitta che gli ha tolto le voglie..."

Ed ecco cosa dicono di noi all'estero.

Tuesday, October 14, 2008

Bzzzzz.....

Ero alla fermata dell'autobus aspettando che arrivasse per andare al lavoro ed ho iniziato a pensare agli uomini che ho avuto finora, almeno a quelli più importanti.

Tristemente mi sono resa conto di una cosa: messi tutti insieme formano uno sciame di coglioni irrecuperabili, passassero pure cent'anni rimarrebbero comunque uno sciame di insulsi coglioni.

A questo punto devo trovare un modo per evitare di aggiungere coglioni al mio già ricco sciame....

Mi salverò??
Lo scopriremo solo vivendo.........

Wednesday, September 17, 2008

Un consiglio...

Fermati.

Respira.

Immagina il tuo futuro.

Capisci cosa vuoi dalla vita e perseguilo con tutta l'anima.

Wednesday, September 03, 2008

Un pessimo inizio...

Ed ecco il mio brusco ritorno alla realtà!


Dico addio ad una delle mie emozioni più dolci, ritorno alle estenuanti, spesso eccessive, battute "sessuali" del  mio capo e, da ultimo, mi preparo a salutare il mio piccolo angolo di paradiso.


Cambio casa: contro il mio volere sono costretta a lasciare quello che per 4 anni è stato il mio accogliente tetto.


Ho un mese di tempo per abituarmi all'idea di dover fare forse uno dei più difficili traslochi finora affrontati... devo salutare il mio angolo di quiete modellato su misura per me!!!



Sunday, August 31, 2008

Berlino

A pensarci bene Berlino non è una bella città: è un cantiere infinito ed è un incredibile miscuglio di stili architettonici.
Ma è affascinante, è una delle città più coinvolgenti che abbia mai visto.
Un'isola nel cuore della Germania, dove appena passi il confine del Land tutto cambia, tutte le regole che conosci non esistono e ne impari delle altre che ti affascinano sempre di più!

A pensarci bene Berlino non è una bella città: c'è un solo posto in cui mi sono sentita veramente bene.
Kreuzberg, un canale, un viale alberato, cigni e papere, una panchina, una passeggiata, un bel ricordo.

Wednesday, August 27, 2008

Colpo dopo colpo

Quante volte un martello può battere su un chiodo prima che quest'ultimo inizi a piegarsi?
E quanti colpi ci vogliono perché si spezzi?

Monday, July 28, 2008

Il tigrotto e la piccola zecca

Questa è la storia di un tigrotto e di una piccola zecca che un bel giorno decise di scalare la schiena del tigrotto e di piazzarsi precisamente in mezzo alle sue scapole.
Il tigrotto non poteva vederla bene e la presenza della piccola zecca poteva essere a volte davvero fastidosa... ma, nonostante tutto, il tigrotto si era affezionato a lei ed aveva deciso che quello era il suo posto.
Ma un giorno accadde una cosa strana.
Senza nessun particolare motivo la piccola zecca decise di allontanarsi dalle scapole del tigrotto per fare un giro sul dorso. Il tigrotto avvertì il cambiamento e per un momento rimase immobile per permettere alla zecca di fare il suo giro senza cadere dal dorso.
Ma poi cambiò idea, gli venne in mente che non aveva mai visto veramente in viso la piccola zecca e tutto d'un tratto si alzò e con un movimento della zampa scaraventò a terra la piccola zecca.
La guardò, intensamente... ma non era come credeva che fosse, era completamente diversa.
Lui aveva immaginato una zecca piena di vita, felice e mediamente responsabile, ma dopo averla osservata per un po' capì che in realtà era molto triste, presa da uno strano circolo vizioso succhiasangue, incapace di condurre una vita più o meno sana...
La piccola zecca, completamente rintronata, alzò gli occhi e vide per la prima volta il viso del tigrotto, deluso e sconcertato.
E fu allora che la piccola zecca ed il tigrotto si separarono, dopo anni avevano scoperto di essere incompatibili...

Friday, July 18, 2008

Thursday, July 03, 2008

Stavo cercando...

... delle foto dell'Africa per farne una stampa da regalare ed ho trovato una mail che ho mandato ad un amico... in un solo secondo mi sono tornate alla mente una valanga di immagini e sensazioni...

...


Queste settimane in villaggio sono state davvero belle, ci si svegliava la mattina alle cinque perché dormendo all’aperto non si poteva fare altrimenti, diventa giorno presto… la sera anche fa buio presto, alle sei già non c’è più luce, e non essendoci corrente elettrica non si può fare molto più che mangiare ed andare a dormire… l’acqua si prende al pozzo, in alcuni villaggi ci sono le pompe. Nell’ultimo villaggio in cui siamo state ce n’era una vicino alla concessione dove ci eravamo accampate (una concessione è un insieme di abitazioni in cui vive una famiglia estesa). La sera dopo aver mangiato si andava alla pompa a lavarsi… non ti dico le scene… praticamente funziona così: prendi il tuo bel secchio e ti dirigi con la torcia verso la pompa, riempi il secchio ti spogli nuda in mezzo ai campi ed inizi a lavarti, intanto ci sono intorno a te porci che sguazzano nell’acqua che ti cade dal secchio, gente che passa con la torcia per andare a prendere l’acqua alla pompa ed asini raglianti… una volta ero al centro di un campo, nuda come un verme che mi lavavo e sento un asino da lontano che raglia forte ed inizia a correre al galoppo nella mia direzione… in quel momento mi sono aspettata di tutto… per fortuna non ero io la sua preda!! Altrimenti me la sarei vista brutta!!!


La gente è stata gentilissima con noi, alcuni, soprattutto i più anziani sono un po’ diffidenti nei confronti dei bianchi, ma in realtà ne hanno tutte le ragioni!!! I bambini invece hanno reazioni diverse.. quelli più piccoli hanno paura e si nascondono dietro i genitori piangendo ed urlando, altri, quelli più grandi, sono incuriositi e ti osservano in continuazione… nel primo villaggio in cui siamo andate c’erano sempre dei bambini che ci seguivano per vedere cosa facevamo e quando andavamo a dormire loro restavano lì a guardarci e quando ti svegliavi c’era sempre qualcuno lì fermo a guardarti… sembrava il grande fratello senza pareti… nell’altro villaggio erano meno curiosi e più abituati ai bianchi, ci hanno detto che ne sono passati abbastanza per andare a vedere i siti turistici sull’altipiano sotto il quale si trova il villaggio. Hanno portato anche noi a vederli, visto che l’altra ragazza che è con me studia il turismo. io studio i rapporti tra l’amministrazione e i villaggi, io sono più sulla politica!


In villaggio tra l’altro ho trovato più di un pretendente, mi hanno chiesto esplicitamente più di una volta di diventare terza o quarta moglie… peccato che fossero dei vecchi di 70 anni senza denti davanti, artritici e rinsecchiti.. altrimenti sarei stata davvero tentata!!!! Tra l’altro nelle concessioni, quando siamo andate a fare il censimento, abbiamo incontrato uomini con quattro o cinque mogli e con un totale di 15-20 figli… un po’ quello che vorresti tu… non so i figli, ma più donne in una volta sola mi ricordo che non ti dispiacevano…


Siamo tornate in città e ci sembrava di essere nel posto più lussuoso del mondo, pensa che qui le città non sono proprio come le intendiamo noi… le strade sono piene di terra, i marciapiedi stessi sono in terra, se vai più verso la periferia o comunque anche solo le viuzze secondarie sono tutte in terra, piene di buchi… la gente è abituata a fare tutto per strada, dalla cucina alla vendita di ogni tipo di prodotto, fanno tutto per terra, cucinano, lavano i piatti nei secchi posati a terra… e pensa che quando siamo tornate dai villaggi questo ci sembrava il posto più comodo e confortevole del mondo… in effetti basta avere acqua e corrente elettrica che ci sembra di essere in una città super attrezzata!!!

Friday, June 27, 2008

Ricetta per un weekend alcolico

Prendete due coinquiline giovani in condizioni sentimentali più o meno pessime, preferibilmente con una certa avversione per il sesso maschile, aggiungete un caldo weekend di inizio estate, versate una serie di bevande con gradazione alcolica crescente e mischiate il tutto fino ad ottenere un composto omogeneo.

Fate cuocere in forno a 180° e servite ben caldo, una volta raffreddato il piatto perde il suo tipico sapore!

La vostra pietanza è pronta!

A piacimento potete aggiungere altre donne in simili condizioni.

Attenzione!!! Non è un piatto consigliato agli uomini!!

Monday, June 16, 2008

Cinismo

... non c'è nessuno più puerile del cinico, perché il cinico crede ancora con tutte le sue forze che il mondo abbia un senso e non riesce a rinunciare alle sciocchezze dell'infanzia, tanto che assume l'atteggiamento opposto...
Muriel Barbery, L'eleganza del riccio

... Porc.... e io che mi volevo fare cinica...

Tuesday, June 03, 2008

Fuori dal mondo
















Sentirsi liberi....

La sera prima ad un concerto a San Siro, dove anche se non conosci il gruppo non importa... l'emozione di un concerto in uno stadio è da vivere!

La mattina dopo a Genova, a fare un giro tra mille specie di pesci, a respirare l'aria di mare, a parlare e a ridere con chi non vedevo da tanto, troppo tempo!

E adesso mi sento viva e libera!!

Monday, May 26, 2008

Sfiga...

Sono settimane che mi perseguita...
Tutto quello che non mi è successo in anni di vita mi sta succedendo ora...
Credo di aver fatto qualcosa di male ed ora ne pago le conseguenze...
La domanda che si pone è una sola...
Ma la punizione quanto deve durare ancora???

Friday, April 25, 2008

From ME to WE



Un semplice ed essenziale passaggio...

Mi piace, è pensata bene questa pubblicità!

Tuesday, April 22, 2008

Berlino

Pronti, partenza. VIAAAAA.......
Ecco la mia prossima meta, è già tutto pronto! Tre meravigliose settimane a Berlino.

Meglio sondare il terreno prima di un trasferimento definitivo!!
Berlinesi, tra qualche mese avrete un residente in più in città...

Monday, April 21, 2008

Quando le parole sono inutili

Parlare...
Non serve parlare, i gesti valgono più di mille parole ed io di gesti non ne ho proprio visti.
E allora lasciami in pace, non ho più voglia di stare a sentire le cazzate che hai da dire.
Vorrei solo che svanissi... sparisci!

Tu e le tue belle parole...
Tu e le tue incapacità...
Tu e le tue preoccupazioni volte solo al tuo benessere...
Tu e le tue ansie...
Tu e la tua unica capacità di farmi male...
Tu e i progetti che non porterai mai a fine perché non sai farlo...
Tu e il tuo bisogno di stare solo...
Tu e la tua cazzo di psicanalisi...
Tu e le tue critiche verso tutti, quando sei il primo incapace di questo mondo...
Tu, la tua sicurezza e la tua arroganza...

... SPARITE!!!!!!!!!!!!!!!

Tuesday, April 15, 2008

Vado via

Io mi dissocio.

Mi dissocio da un popolo di ignoranti, che vuole un buffone incoerente al governo, che ama le mafie e vuole che ci governino. Un popolo di individualisti, che si preoccupa solo del proprio orticello, che vuole tutto e subito e nella maniera più facile possibile... e poi chi se ne fotte se una parte d'Italia (sociale e non territoriale) morirà sotto il sorriso beffardo di un pagliaccio, a chi importa se l'intera Italia è derisa, mal sopportata e considerata inadatta da tutta l'Europa. A noi interessa solo che nessuno tocchi i nostri soldi, poi l'Italia può cadere nelle mani di un emerito coglione, salito al potere per farsi leggi proprie, per legalizzare le mafie e gli imbrogli, per far esalare l'ultimo respiro ad un Paese che era già gravemente malato.

E allora il popolo italiano vota.

Vota consapevolmente...

...e LO vota. E scegliendo lui, vota la morte della Nazione.

Ma io non resterò qui a guardare una fine che non ho scelto, me ne vado.

Sunday, April 13, 2008

Il principio di appartenenza

Oggi sono andata a votare.
Dopo un"comodissimo" viaggio notturno in treno (che mi ha semplicemente provocato la momentanea paralisi del collo!), sono arrivata stamattina in un piccolo e ridente paesino di una provincia campana, in cui risiedo pur non essendovi ormai domiciliata da anni. Dopo pranzo, scheda elettorale e carta d'identità alla mano (NIENTE CELLULARE!!!!), mi dirigo con i miei al seggio.
Una premessa è d'obbligo, in questo piccolo e ridente paesino, di sole 2000 anime, poche persone mi conoscono, se non come la figlia di tal-dei-tali, un po' perché sono 8 anni che me ne sono andata, un po' perché le mie frequentazioni adolescenziali privilegiavano altri luoghi.
Detto questo, arrivo al seggio, entro per prima visto che i miei si erano fermati a salutare Caio della lista Vota-me-che-ti-rovino (dato che qui si sono tenute anche le amministrative!).
Beh, comunque sia, entro e mostro la mia tessera elettorale all'addetta, una signora sulla cinquantina, che mi guarda con aria sospetta, occhi socchiusi e fronte corrugata nello sforzo di ricordarsi chi potessi essere. Salta con lo sguardo da me alla tessera e dalla tessera a me... Compresa la problematica porgo la carta d'identità, ma per la signora ormai era una sfida: doveva far segnare sul registro "conoscenza diretta". In visibile difficoltà, la signora ad un certo punto chiede "Ma tu, a chi appartieni?" (domanda con cui, per chi non fosse tecnico, s'intende informarsi sui genitori della persona).
Eccolo!
Il principio di appartenenza, ben consolidato da queste parti, con cui si ottengono vari privilegi, tra cui, nel caso specifico, avere l'onore di essere riconosciuta sul registro del seggio per "conoscenza diretta", cosa che è avvenuta una volta che ho dichiarato espressamente la mia appartenenza, indicando con il dito indice mia madre e pronunciando la formula "A lei!".

Sono queste le piccole cose che mi ricordano teneramente le mie radici!

Tuesday, April 08, 2008

Il vento sta cambiando

Cammino per strada, respiro a pieni polmoni.

C'è un profumo nuovo che non ho mai sentito.

Il vento sta cambiando, qualunque cosa porti voglio gioirne.

Sono pronta, è il momento di cambiare.

Seguire il vento, ovunque conduca.

E sorrido, la felicità mi esplode dentro.

Sono di nuovo io!

Friday, April 04, 2008

Se ci credi...

Dicono che basti crederci nelle cose perché queste funzionino... ed ho sempre voluto pensarla così anche io...
Ma forse in questa affermazione c'è qualcosa di sbagliato: le cose funzionano solo se ci credi e solo se sei l'unica persona coinvolta nella loro realizzazione... perché se oltre a te c'è qualcun'altro allora sta pur sicuro che non basta!

E allora provo a credere in cose che dipendono solo da me:

credo di essere capace di sentirmi soddisfatta della mia vita;
credo fortemente che in un futuro riuscirò ad amare incondizionatamente, senza aspettarmi amore a mia volta;
voglio credere che la mia felicità ed il mio benessere un giorno possano dipendere solo da me.

Tuesday, March 25, 2008

Ah... i tempi andati!

OOOOhhhh.... una bella serata con vecchie (vecchiacce!) compagne di corso all'università, ci voleva!
Abbiamo impiegato un bel po' per organizzarci, credo che neanche gli incontri tra capi di Stato vengano organizzati con tale anticipo!! Ci siamo accordate con così largo anticipo (forse anche più di un mese) che proprio stasera sono capitati i miei a casa mia e lì ho dovuto dire "mamma, papà... mi dispiace ma io ho una Signora CENA stasera". Credo che i miei abbiano pensato ad un qualche incontro formale, magari con un paio di avvocatucci, viste le mie nuove vocazioni, o con qualche ingegnere ambientale che mi potesse introdurre in "situazioni interessanti", come potrebbe dire mia madre!
Ed invece erano le mie vecchie compagne di grigie e fredde giornate universitarie, quando alle 8 del mattino aspettavamo trepidanti, nei pressi dell'aula 22 di via Salvecchio, che arrivasse il nostro eroe, lo scalatore di mille e più scalini, l'intrepido Prof. Steinert, insegnante di traduzione dall'italiano al tedesco. Ed alla fine eccolo, nel suo splendore, grondante di sudore per aver percorso in velocità le stradine che da città bassa portano a città alta, trafelato ed ansimante. Ed ecco che, nel salire i suoi ultimi quattro gradini, infila la mano nella tasca di un Barbour ormai zuppo di acida traspirazione e tira fuori con espressione soddisfatta una brioche alla crema interamente ricoperta di zucchero a velo. Entra, saluta e, prima ancora che ci sia concesso di distogliere lo sguardo dal ben conosciuto spettacolo, ecco che ancora ansimante, in un millisecondo, addenta la sua brioche... il delirio!!! Nuvole bianche si spargono ovunque, lui si ricopre di granelli di zucchero a velo che ormai sono ovunque sul suo viso paonazzo e umido... e come se tutto ciò non bastasse si gira verso di noi e ci dice "Azpettiamo un aktimo prrima di kominciare, ke dite? Kosì posso finire la brioche"...
EEEEhhhh... lunghi momenti quelli!!!...

Sunday, March 23, 2008

Una bella serata


L'ultimo film che ho visto è stato questo. Una sera ho deciso di inforcare la mia bici e di andare al cinema. Sola. Non ero mai andata al cinema da sola e chissà come mai ho sempre pensato che fosse una cosa tristissima... ed invece ero proprio contenta. Riprendere la mia bici, attraversare la città (in fretta perché ero in ritardo!), arrivare al cinema, legare la bici ad un palo, entrare e vedere il film, uscire, riprendere la bici e ritornare a casa rimuginando ancora su quello che avevo appena visto, mi ha fatto sentire bene, benissimo... viva! Lo so è una cosa stupida, molto stupida... ma era una sensazione che non provavo da tempo. Il mio benessere dipendeva solo da me e porca miseria STAVO BENE!!!

Il film? Lo consiglio, l'ho trovato illuminante ed anche se non finisce proprio bene, ti fa comunque venire la voglia di partire... andare via lontano, girare più Stati, conoscere gente sempre diversa e non fermarsi mai... vivere paesaggi sconfinati, i profumi e la pace della natura... ristabilire un contatto con la terra... un periodo così, come Alexander Supertramp!
Ecco, si spera poi di non fare la fine sua... forse lui era molto più torturato di me... ammesso che io sia torturata!

Tuesday, March 18, 2008

Momenti difficili...

Oggi pomeriggio ero al lavoro.
Tra una mail, un fax ed una telefonata in Germania ad un certo punto arriva un momento di pausa. Il mio capo inizia ad esprimere con veemenza le sue opinioni politiche su come dovrebbe funzionare questo nostro Stato (inutile dire che abbiamo visioni completamente opposte della vita!). 
Sarà che ci sono le elezioni, sarà che ormai bisognerebbe fare tabula rasa di tutti, e dico TUTTI, i politici del momento e rifarne di nuovi... crearli magari dal fango ed amalgamarli anche ben bene con un po' di saliva, modellarli sulle necessità delle famiglie medie italiane e non sugli interessi economici dei potenti, infilargli un bel po' di verde nelle viscere, così magari faranno della tutela disinteressata dell'ambiente la loro parola d'ordine... 
beh, saranno tutte queste cose... fatto sta che il mio capo da qualche giorno fa campagna politica per convincermi a votare per chi non voterei MAI, neanche con una pistola puntata alle tempie!!
Ed oggi era uno di quei fatidici giorni... forse anche più fortunati, se vogliamo...
Ad un'ora imprecisata, il mio capo si accende una sigaretta ed inizia ad esprimere le sue opinioni sulle punizioni applicabili a chi viola la legge... era partito dal definire omicidio volontario quello di colui che sale ubriaco su una macchina e finisce per uccidere qualcuno... cosa che non mi ha trovato del tutto contraria... ma poi si è lasciato andare...
Ha iniziato a parlare di "ESEMPI" per la comunità, me ne ricordo un paio: un tizio ubriaco provoca un incidente ed uccide una o più persone, in diretta tv bisognerebbe mostrare il momento in cui il poliziotto si avvicina al tizio, lo fa inginocchiare e gli spara alla nuca. Altro esempio: un tizio evade le tasse, viene scoperto, la soluzione migliore è cospargerlo di benzina davanti ad un pubblico consistente, appiccare il fuoco e restare a guardarlo finché non muore. Me ne sovviene ancora uno: allo stadio, prima dell'inizio di una partita o anche tra un tempo e l'altro, con funzione meramente dimostrativa, prendere alcuni degli spettatori e menarli a sangue, questo per evitare e prevenire la violenza negli stadi.
Ecco questo è un tipico caso in cui tu sei seduta su una sedia, nella tua mente continui a dirti "sta scherzando!" (anche se il tipo s'infervora ancora di più e non ti sembra che stia effettivamente scherzando...) ed intanto inizi a sgranare gli occhi, bocca serrata e paventi il momento in cui ti dirà "tu cosa ne pensi?".
E poi il momento arriva... ecco, se hai culo, come ce l'ho avuto io, si è fatta l'ora di andare, stai per perdere il treno, sei proprio di fretta!!!!!

Monday, March 17, 2008

Uno strano pomeriggio

Giornata pessima ieri pomeriggio, quella pioggerellina fastidiosa che non sembra ma ti bagna fino al midollo osseo, cielo grigissimo e tristissimo... insomma un pomeriggio fatto per starsene in casa sul divano a guardarsi un paio di film!
E visto che al tempo metereologico si aggiungeva un necessario desiderio di spegnere completamente il cervello con qualche filmettino cazzuto magari anche americano, ho deciso di andare al videonoleggio e rifornirmi. Scorrevo i vari film, nuove uscite, quando ad un certo punto vedo un film che si chiama "Il labirinto del fauno" e mi sono detta: "dev'essere uno di quei film fantasy stile Il Signore degli Anelli o Le Cronache di Narnia, in cui non devi assolutamente sforzarti ad immaginare come possano terminare perché lo capisci dopo i primi tre minuti"...
Lo prendo, insieme ad un'altra commediola americana "Perché lo dice mamma".
Ed ecco che arrivo a casa, mi metto a cucinare per pranzo ed intanto metto su il dvd "Il labirinto del fauno"... inizio strano, non proprio da film fantasy... però magari cambia... ma sì, non sarà uno di quei film ansiogeni... posso mangiare tranquillamente!
E proprio dopo il primo boccone arriva una scena cruenta e sanguinolenta... tutto è iniziato in quel momento e fino alla fine del film non ha smesso di scorrere sangue e violenza...
Ecco, diciamo che immaginavo di passare un pomeriggio spaparanzata sul divano, magari con patatine e birretta... In realtà sono a stento riuscita a finire il mio piatto di pasta, poi sul divano mi ci sono messa... seduta nell'angolo, ginocchia al petto, mani sulle labbra, sguardo atterrito e pure qualche grido di paura ogni tanto...
Il film alla fine è anche molto bello, solo un consiglio... non prendetelo credendo di guardarvi un filmettino leggero perché farete la mia fine...
Beh, comunque sia, nel bene o nel male, ha avuto l'effetto desiderato: evitare di pensare per tutto il pomeriggio!!!

Thursday, March 06, 2008

Un passo indietro

... forse sola era meglio...
niente aspettative e niente delusioni ...
solo un mondo di solitudine!

Sunday, February 24, 2008

Troppo stanca

Non sai cosa sia, ma non stai bene...
Desideri qualcosa, la ottieni... ma è diversa da come te l'aspettavi.
Desideri altro, non lo ottieni... ti manca.

Eppure se ci ragioni stai bene, non hai nulla che non vada.
Una vita serena, tranquilla. Un po' di pensieri, a volte paura, spesso codardia.
Ma sei sana, vivi bene. E allora, maledizione, cosa ti manca?!?

Riprendi a non star bene, hai crisi d'ansia, proprio tu che ansiosa non sei di natura.
Stanca, sei stanca. La testa è troppo pesante ed hai un sonno innaturale.
Dormi, sogni, ti spaventi e ti svegli urlando.

Adesso stai bene, fai qualcosa che ti piace.

Ma poi stai di nuovo male.
Cerchi di attirare l'attenzione, fai cose senza senso.
Non funziona

E sei sempre stanca, troppo stanca...

Monday, February 04, 2008

La svolta

Ed ecco che tutto si stravolge in pochi mesi...
Una prospettiva di vita diventa un progetto a lungo termine e ci si libera di personaggi scomodi.

Idee nuove, tempi diversi, cambiamenti in corso, voglia di mettersi in gioco...

Quello che credevo potesse essere lo sbarramento della migliore strada mi si potesse offrire, in realtà era la deviazione migliore che mi potesse capitare!

Ho cambiato un paio di carte e ora la partita sembra volgere al meglio!!