Friday, December 25, 2009

La bellezza oggettiva

Qualche giorno fa ero all'aeroporto, seduta su una sorta di panchina che si trova proprio al centro del passaggio che collega gli arrivi con le partenze.


Dopo un viaggio di lavoro, attendevo l'arrivo di un'amica, che veniva a recuperarmi per portarmi finalmente a casa.


Stremata dal viaggio, nel bel mezzo di una corrente d'aria gelida che penetrava dalle porte ad apertura automatica poco distanti, scongiurando l'arrivo di una tempesta di neve, come mio solito, ho iniziato a guardarmi intorno.


Mi è subito saltato all'occhio che la maggior parte delle persone che passavano avevano sul viso uno sguardo rapito, fisso su qualcosa che apparentemente era poco distante da me.


Anche se intente in una conversazione, d'un tratto la loro attenzione era come calamitata verso quel punto impreciso a me molto vicino.


Incuriosita ho inclinato un po' la testa per capire cosa attirasse l'attenzione di tutti ed ho subito capito appena l'ho vista.


Una bellissima ragazza sedeva poco lontano da me. Sembrava fosse appena uscita da una pubblicità di occhiali, o di profumo, oppure di biancheria intima. Un corpo minuto, un viso sottile, degli occhi chiari, una pettinatura all'ultima moda ed un abbigliamento all'apparenza trasandato ma in realtà molto curato, ne facevano il centro dell'attenzione di tutti i passanti.


Uomini di tutte le età, bambini e persino alcune donne, nel passarle davanti rallentavano il passo, si voltavano con molta lentezza e la scrutavano in ogni particolare.


Lei era la bellezza oggettiva del XXI secolo, di quelle che raramente incontri nella piccola realtà della cittadina in cui vivi: una Venere di Milo dei nostri tempi.