Tuesday, August 24, 2010

Un attimo per il ricordo di un attimo


Una luce, un odore, un colore, un ambiente, un rumore: i ricordi ti pervadono.
Partono dalle estremità del corpo per concentrarsi in un unico punto: lo stomaco, la gola, il cuore.
E d'improvviso gli occhi si riempiono di lacrime ed un brivido risale la nuca fino alla punta dei capelli.

È un attimo, non me ne rendo conto...
Sono in stazione, ferma ad un binario, aspetto il treno. Non so cosa abbia scatenato il ricordo, forse quella luce particolare di una sera di fine estate, forse un odore che consciamente non percepisco, un colore che non vedo, un rumore che non sento.

Lo vedo chiaro nella mia mente, il ricordo è così limpido che per quella frazione di secondo sono tornata in quel luogo. Una stazione del metrò di Berlino, quella stazione di Kreuzberg vicina al mio alloggio. Grigia, un po' cupa... ma per me affascinante.

Ed il ricordo, per quanto breve, mi riporta ad una sensazione vivida di libertà e di vita.

In una buia stazione dl metrò di Berlino, un giorno, per un solo attimo, mi sono sentita onnipotente, spaventata, libera ed incoscente. In un luogo diverso, pronta per una nuova avventura, decisa a conquistare il mio angolo, assetata di conoscenza, impaziente di entrare a contatto con quel mondo, sentivo la vita.

Il ricordo mi ha abbondonato così come mi ha preso, improvvisamente, lasciandosi alle spalle occhi umidi, la scia di un brivido e l'imminente desiderio di provare ancora quella sensazione.

Monday, May 31, 2010

Lancia il Berlu


La singolare e spettacolare protesta di ONE International (l'organizzazione guidata da Bono degli U2) contro il Berlusca...

Consiglio di giocarci, è molto divertente!!!

Sunday, May 30, 2010

Tuesday, May 11, 2010

Gli alpini si radunano




Direi a dir poco bellissimo!!

Mai visto tanta gente tutta insieme...

Questo mi sembra un perfetto riassunto del weekend passato.

Tuesday, April 13, 2010

Parti in fretta e non tornare

- Sai, Camille, il giorno in cui Dio creò Adamsberg aveva avuto una nottataccia.

- Ah no, - disse Camille sollevando lo sguardo, - non lo sapevo.

- Sì invece. E non solo aveva dormito male, ma era a corto di materiale. Sicché, come uno stupido, andò a bussare dal Collega per farsi prestare un po' di armamentario.

- Vuoi dire… il Collega di sotto?

- Ovvio. a quest'ultimo non parve vero e si affrettò a procurargli qualche ingrediente. E Dio, istupidito dalla notte in bianco, mescolò tutto senza criterio. Da questo impasto tirò fuori Adamsberg. Fu un giorno davvero fuori dal comune.

- Non ne ero al corrente.

- C'è in tutti i buoni testi, - disse Danglard sorridendo.

- E cosa gli diede il Diavolo?

- L'indifferenza, la duttilità, la bellezza e l'elasticità.

- Merda.

- L'hai detto. Ma non si seppe mai in che proporzioni quello sconsiderato di Dio preparò il miscuglio. Resta uno dei grandi misteri teologici attuali.

- Non intendo occuparmene, Adrien.

- Ovvio, Camille, perché è notorio che quando Dio fabbricò te aveva fatto un pisolino di diciassette ore ed era in forma smagliante. Per tutta la giornata si impegnò a modellarti beatamente con le sue mani laboriose.

Camille sorrise.

- E tu, Adrien, com'era Dio quando ti fabbricò?

- Aveva sbevazzato tutta la sera con i compari Raffaele, Michele e Gabriele, qualcosa di tosto. L'aneddoto è meno noto.

- Avrebbe potuto avere effetti mirabolanti.

- No, gli ha dato un bel tremito alle mani. Ecco perché i miei contorni sono sfumati, incerti, imprecisi.


Fred Vargas


E dopo questo, immagino per ogni persona che conosco o incontro cosa ha potuto combinare Dio il giorno che li ha fabbricati.


E chissà com'era Dio quando creò me…

Sunday, January 24, 2010

Troppo piccolo per non agire

Diventare grandi significa dimenticare come si era da bambini.


Stranamente perdiamo memoria dei pensieri che facevamo da piccoli e diamo per scontate le informazioni che "la società dei grandi" ci dà sui bambini.


I bambini sono troppo piccoli per capire, per pensare, per agire.


Questo dicono i grandi.


Ero in coda alla cassa del supermercato, davanti a me una famiglia: mamma, papà, due figli su un passeggino a due posti e un carrello colmo di prodotti.

Il papà badava ai bambini mentre la mamma caricava la spesa sul nastro trasportatore della cassa. Pian piano la fila scorreva e la mamma era arrivata ad imbustare la spesa, mentre il papà procedeva con il passeggino.


D'un tratto la mamma si è resa conto di aver dimenticato qualcosa ed il papà si è allontanato dal passeggino per andare a prendere il prodotto mancante.


Nel passeggino-tandem, il figlio posizionato dietro dormiva serenamente, mentre quello davanti, che avrà avuto due anni, osservava il mondo che lo circondava. Quasi subito, si è accorto di essere tra il nastro trasportatore e lo scaffale pieno di dolciumi, cioccolate e caramelle che in genere si trova accanto alle casse.


Ha osservato la mamma, era distratta a riempire le buste, non lo stava guardando, del papà si era già liberata la mamma, spedendolo a fare una commissione, il fratello dormiva, non c'erano possibili spie… ora o mai più!


Velocemente ha allungato la mano su una tavoletta di Galak, che era proprio lì alla sua destra, quasi lo implorava di essere raccolta. Con maggiore difficoltà, si è sporto dal passeggino e ha lasciato cadere il Galak tra i prodotti comprati dalla mamma, proprio mentre il nastro trasportatore li stava portando via da lui.


Si è guardato intorno… nessuno si era accorto di nulla, né la cassiera né il papà appena tornato. Ha guardato il suo Galak passare l'esame della cassiera, finire tra le mani della mamma e giù nel sacchetto.


Era chiaro che stava già escogitando un modo per tirarlo fuori dalla busta senza che nessuno se ne accorgesse…


Chissà se quando diventerà grande ricorderà mai di quanto era sveglio da piccolo!