- Sai, Camille, il giorno in cui Dio creò Adamsberg aveva avuto una nottataccia.
- Ah no, - disse Camille sollevando lo sguardo, - non lo sapevo.
- Sì invece. E non solo aveva dormito male, ma era a corto di materiale. Sicché, come uno stupido, andò a bussare dal Collega per farsi prestare un po' di armamentario.
- Vuoi dire… il Collega di sotto?
- Ovvio. a quest'ultimo non parve vero e si affrettò a procurargli qualche ingrediente. E Dio, istupidito dalla notte in bianco, mescolò tutto senza criterio. Da questo impasto tirò fuori Adamsberg. Fu un giorno davvero fuori dal comune.
- Non ne ero al corrente.
- C'è in tutti i buoni testi, - disse Danglard sorridendo.
- E cosa gli diede il Diavolo?
- L'indifferenza, la duttilità, la bellezza e l'elasticità.
- Merda.
- L'hai detto. Ma non si seppe mai in che proporzioni quello sconsiderato di Dio preparò il miscuglio. Resta uno dei grandi misteri teologici attuali.
- Non intendo occuparmene, Adrien.
- Ovvio, Camille, perché è notorio che quando Dio fabbricò te aveva fatto un pisolino di diciassette ore ed era in forma smagliante. Per tutta la giornata si impegnò a modellarti beatamente con le sue mani laboriose.
Camille sorrise.
- E tu, Adrien, com'era Dio quando ti fabbricò?
- Aveva sbevazzato tutta la sera con i compari Raffaele, Michele e Gabriele, qualcosa di tosto. L'aneddoto è meno noto.
- Avrebbe potuto avere effetti mirabolanti.
- No, gli ha dato un bel tremito alle mani. Ecco perché i miei contorni sono sfumati, incerti, imprecisi.
Fred Vargas
E dopo questo, immagino per ogni persona che conosco o incontro cosa ha potuto combinare Dio il giorno che li ha fabbricati.
E chissà com'era Dio quando creò me…