Tuesday, October 24, 2006

La maestrina dalla penna rossa

Venerdì pomeriggio squilla il telefono…

“Buongiorno signorina, avremmo bisogno di una supplente d’inglese fino al ritorno del docente di ruolo… 8:15… domani… al liceo scientifico Lussana”…

Sabato ore 8 sono al Lussana… dopo aver sbagliato edificio ed essere entrata nell’Istituto Tecnico Nonsocosa e pretendere di fare una supplenza d’inglese… mi cacciano!

Bene, s’inizia… ce la posso fare ad affrontare una classe di 30 adolescenti… sì, ce la faccio!

Vado in segreteria, firmo una pila di carte e faccio mille dichiarazioni, autocertificando la mia incoscienza… mi dicono che ho una prima, una quarta ed una quinta, stessa sezione… inizio alle 11… prima il preside mi vuole incontrare…

Aspetto ore fuori la porta dell’ufficio del preside ed intanto sfoglio libri in inglese… “sì, entro, mi presento, poi gli faccio leggere un libro, poi lo commentano… sì, sì… ce la posso fare! … … una quinta… ragazzi 18enni… 6 anni in meno di me… mi lanceranno palline di carta dal momento in cui entro in classe…”

Il preside arriva… entro nel suo ufficio…

“Bene, signorina… Lei che esperienze ha d’insegnamento?... Ah, un po’ misere!… La scuola al momento vive una crisi… Gli studenti sono sempre più indisciplinati… Aristotele diceva… Socrate ribatteva… Quoque tu, Brute, fili mi… Bisogna scegliere un modello d’insegnamento e di comportamento e seguirlo… Essere capaci di autocritica… L’insegnamento è una missione… Bisogna esserne portati… Autocritica, signorina… Se non è portata per farlo non lo faccia… Bene... Buon lavoro!”

AAAAAAAAAAHHHHHHH… sono indecisa tra prendere la porta d’uscita, salire sul primo autobus e scendere al capolinea, ovunque sia o affrontare i miei adolescenti… resto per cinque secondi nell’atrio d’ingresso, tra le due porte… destra… sinistra… destra… sinistra… la bidella mi guarda perplessa… “Signorina, tutto bene?”… ok… destra… affronto gli adolescenti!!!

Entro in quarta… come sono tranquilli… oh guarda… restano tutti al loro posto… non mi chiedono di uscire… ma pensa… mi ascoltano… dunque… sì, modello di comportamento… sii seria, smettila di fare la cretina… ma non parlano tra loro… beh, sì, parlano e si distraggono, ma poco… niente palline di carta.. bene, rasserenati! Ce la puoi fare… respira ed inizia… fiumi di parole!... la mia lezione sembra funzionare… la campana suona… ora la quinta! Anche questi restano al loro posto… mamma mia… ma io al liceo non ero così… secchiona sì… ma attenta mai! Andata anche questa… per la prossima volta devo fare un ripasso di modelli di comportamento… e d’insegnamento… proverò davanti allo specchio…

Modello autoritario:
“Ragazzi! Tutti in piedi! Indice sulla punta del naso, alzate la gamba destra e saltellate su quella sinistra! Ora, subito, all’istante!!!”

Modello repressa:
“Non ce la faccio più… come devo fare con voi… mi fate disperare… tu, siediti! Tu, non parlare! Tu, stai zitto! Voi due, smettetela di limonare in classe!”

Modello svampita:
“Oh ragazzi… ma che classe è questa? Una quarta dite… aha… dunque… quindi avete sui tredici anni se non sbaglio! Ah bene… uh… ma non ho i libri… bah, ragazzi, cosa volete fare? Giochiamo a mosca cieca in inglese?”

Thursday, October 19, 2006

Silvia, rimembri ancor...


... guardavo vecchie foto... herr cipollotti dove seeeeiiiiii?????????....
... un tributo ai "viennesi"!!!

Wednesday, October 11, 2006

Banzaaaiiiii!!!!

"In Giappone molti coniugi, per risolvere i momenti di crisi, fanno spesso ricorso allo shindai: si tratta di una lotta, combattuta a colpi di cuscino, che termina quando l'arma di uno dei due contendenti rimane senza piume, poiché sono tutte fuoriuscite da una piccola incisione a croce praticata nella federa. Colui che si trova in tale condizione viene dichiarato perdente ed è obbligato a prostrarsi umilmente di fronte al vincitore, il quale assume, invece, la posizione di perdono: grazie a ciò, nella maggior parte dei casi, i dissidi vengono superati."
...fico... voglio farlo anch'io con il mio coniuge... uno potrebbe iniziare a cercare motivi di litigio per fare la lotta con i cuscini!!!!!!!

Saturday, October 07, 2006

Gourmantché


L’etnia gourmantché nasce dall’unione di due popolazioni, i discendenti di Jaba Lompo ed i béribéri provenienti dalla riva sinistra del fiume Niger. I gourmantché vivono oggi nella Regione dell’Est in Burkina Faso in quello che viene chiamato il paese gourmantché, il regno Gulmu, per la tradizione.

La leggenda narra di un uomo, Jaba Lompo, originario della Regione del Bornou, sulla riva destra del fiume Niger, che s’innamorò perdutamente della moglie più giovane di suo padre. Quando il padre scoprì del loro amore, decise di condannare il figlio a morte: il sacrificio si sarebbe tenuto di venerdì, dopo la lettura dei versetti del Corano, alla presenza della corte del padre. Il giorno del sacrificio, Jaba Lompo indossò il suo migliore vestito e coprì il suo cavallo con un lungo drappo che arrivava quasi a toccar terra. Prese la sua amata con sé e, prima ancora che la lettura dei versetti del Corano terminasse, salirono sul cavallo che si sollevò da terra e salì su, in alto, fino a che non scomparvero dalla vista di tutti.

Discesero al di là del fiume Niger, sulla sua sponda sinistra, nel villaggio di Sangbantangou, dove trovarono un uomo vestito di rosso accompagnato da sua moglie. Secondo la tradizione, la donna avrebbe dovuto offrire da bere ai nuovi arrivati in segno di ospitalità, in modo da dimostrare il potere del marito sul territorio. Ma la donna non fece una mossa verso gli stranieri. La donna di Jaba Lompo preparò quindi il sala, una bevanda tradizionale che si offre agli antenati fatta di farina di miglio sciolta nell’acqua con aggiunta del succo dei frutti del baobab, di miele e di latte, e la porse all’uomo vestito di rosso e a sua moglie. Così facendo, i due furono obbligati a recarsi da Jaba Lompo e a ringraziarlo della sua bevanda, sottomettendosi alla sua autorità, dato che non avevano dimostrato di avere potere sul territorio. Fu così che Jaba Lompo s’installò sul territorio, regnando per 50 anni, fino alla sua morte. A partire da lui nacque il regno Gulmu, i cui sovrani furono sempre dei Lompo, figli e discendenti di Jaba Lompo.

Avvenne, ora, che nella regione del Bornou, dopo la partenza di Jaba Lompo, si formarono due grandi province, sempre in lotta tra loro. Dopo molti anni di duri conflitti, i rispettivi sovrani decisero di siglare la pace, ognuno ricavando da ciò i propri interessi. I principi non vollero essere da meno e garantirono la tranquillità nelle due province promettendosi una visita reciproca. Il primo a rendere visita fu il principe della provincia del Sud, accompagnato dalla sua corte, composta da tremila cavalli ed altrettanti uomini. Il padre del principe del Nord mise a sua disposizione tutta la sua ricchezza per salvare il suo onore. L’ospitalità, che le genti del Sud ricevettero, fu legendaria: i cavalli stettero male per quanto mangiarono e gli uomini videro offrirsi pietanze di ogni tipo, per una settimana interna ci fu abbondanza e varietà di cibo per tutti. Quando arrivò il momento di partire, la corte del principe del Sud venne salutata con tutti gli onori, con musiche e canti.

Per un anno intero i cantastorie continuarono a glorificare l’ospitalità del principe del Nord, finché non arrivò il momento in cui anche il principe del Sud dovette ricambiare. Purtroppo, però, suo padre, non meno ricco del re della provincia del Nord, ma molto più avaro, non volle concedergli le sue ricchezze per salvaguardare la loro dignità ed il loro onore comune. Il principe del Nord e la sua corte soffrirono la fame durante i giorni di visita: i cavalli non mangiarono che del misero fieno mentre agli uomini fu servito un solo pasto giornaliero. Al quarto giorno la corte del principe del Nord si allontanò: partirono di notte, senza onori, né canti, né danze, affamati e debilitati.

Il principe del Sud avrebbe voluto uccidersi per evitare di affrontare il disonore causato da una tale misera accoglienza, ma i suoi amici gli consigliarono di fuggire, di allontanarsi per sempre dalla regione del Bornou. Fu così che il principe partì con i suoi tremila cavalieri, si diresse verso Ovest e non tornò mai più indietro. Giunse nel regno Gulmu, dove il suo popolo si unì ai discendenti di Jaba Lompo.

Ecco come nacque l’etnia gourmantché, dall’unione di due popoli su uno stesso territorio.

Ai re gourmantché fu, da quel momento in poi, fatto divieto di riprendere la via verso l’Est, per non ricordare l’onta subita nel non aver saputo eguagliare in prestigio i propri vicini.

Tuesday, October 03, 2006

Precipizio


Sull'orlo di un precipizio stringo sabbia in un pugno...
Il vento mi scompiglia i capelli e non ci vedo più...
La sabbia mi finisce in un occhio ed inizio a lacrimare...
Sull'orlo di un precipizio scivolo e cado giù...
...
...
Ma che cazzo c'ero andata a fare?!?