Tuesday, June 09, 2009

Galeotta fu la ricotta!

Ero al supermercato e decidevo se comprare il prosciutto crudo o quello cotto, la mozzarella o lo stracchino, aspettando pazientemente il mio turno al banco dei formaggi e salumi.

Alzo lo sguardo e vedo una coppia. Li avevo già incontrati nella corsia delle olive in barattolo, lui voleva le olive verdi con il nocciolo ma lei l'ha messo ben in riga, scegliendo senza discutere il barattolo delle olive denocciolate.
Poi li ho ritrovati al banco dei salumi.
Mi sembravano interessanti, così ho iniziato ad osservarli.

Lei comunica a lui cosa prendere: 150gr di ricotta salata.

Aspettano il loro turno.

Lei riceve una telefonata. Il salumiere chiama il loro numero e lei rivolge a lui un'occhiata altamente significativa: con un solo brevissimo sguardo lei comunica a lui "prendi 150gr di ricotta salata. ti ho detto solo quello, non ti azzardare a prendere altro o a cambiare idea!". E poi lei si allontana per parlare al telefono.

Osservo lui: i suoi occhi iniziano a muoversi freneticamente, passando dai tomini freschi, all'insalata di polpo già pronta, al crudo di Parma, come un bambina di fronte ad un numero indefinito di bambole, tutte diverse.

Il salumiere lo guarda ed attende di sapere cosa fare... Ma lui non riesce a proferire parola, i trenta secondi più lunghi della sua vita... Si vede già assoporare un gustoso salame nostrano accompagnato da un corposo vino rosso e da olive verdi con tanto di nocciolo...

Ma...

Tutto d'un tratto i suoi occhi si sono fermati ed ha iniziato a fissare nel vuoto, il suo sorriso svaniva. Mentre si immaginava tra salame, vino ed olive, lei deve essere apparsa nel suo sogno ad occhi aperti: lui voleva solo condividere quel bendidio, ma lei lo guardava con occhi di rimprovero che dicevano solo "cosa ti avevo detto di fare??"

Il salumiere era sempre lì, aspettava. Lui sapeva cosa fare: "Mi da per favore... 150 gr di ricotta salata"

Wednesday, April 22, 2009

La danza dell'appartenenza

Chiunque si diverta a passare il tempo osservando la gente e ciò che gli accade intorno può trovare grandi soddisfazioni salendo su un mezzo pubblico.


Salivo in metropolitana, conquistandomi un piccolo angolo dove poter infilare anche il mio bagaglio, quando alzando lo sguardo notai una donna anziana seduta poco lontano da me. Portava degli occhiali con grandi lenti scure, i capelli castano chiaro trasmettevano l'innaturalità del loro colore, il suo corpo minuto mostrava i segni della vecchiaia, la sua pelle abbronzata vagamente simile a fragile carta velina. Vestiva in modo accurato ma sobrio, con particolare attenzione ai dettagli.

In braccio a lei un bassotto fulvo: l'aspetto fiero, l'atteggiamento composto, lo sguardo impenetrabile. Seduto sulle gambe della sua padrona lasciava cadere di tanto in tanto la testa sulla spalla della donna, sporgendosi lentamente verso di lei. Ad ogni movimento dell'animale, la donna gli si avvicinava mostrando il naturale affetto che li univa. Proseguivano in questa loro danza di contatti, il cui tempo era a volte scandito dal bassotto, a volte dalla donna. 

Mi perdevo nei loro movimenti e non potevo fare a meno di sorridere teneramente: fieri, composti, in una lurida e maleodorante metropolitana piena di gente ammassata, si confermavano la loro appartenenza reciproca, come se non avessero null'altro al mondo se non loro stessi.


La loro danza venne bruscamente interrotta dalla voce di una donna che non riuscivo a vedere, intuivo però che doveva essere seduta esattamente di fronte alla mia coppia. Ad alto volume la voce elogiava la bellezza del bassotto e donava ottimi spunti alla sua padrona per raccontare del suo prezioso compagno.

La metropolitana si fermò, scese molta gente ed io riuscii finalmente ad individuare da dove proveniva la voce: era una signora grossa, volgare nei movimenti ed inopportuna nelle parole. Ad ogni modo alla donna anziana non importava che quella voce avesse spezzato un dolce e melodioso ritmo e che si insinuasse ora ad allantonare l'armonia dei loro movimenti. Il bassotto, al contrario sembrava decisamente infastidito da questa intrusione ed inziò a fissare gelidamente la donna che gli era di fronte. La sua padrona intanto, incurante delle domande che la donna le poneva sull'animale iniziò il racconto della sua storia fantastica.


Il bassotto era un esemplare femmina, si chiamava Akuba. Le era stato donato dalla moglie del comandante Che Guevara quando aveva solo pochi mesi. Era nutrita solo con carne opportunamente scelta dal macellaio, cucinata con contorno di zucchine lesse e pasta: quella che si direbbe una dieta equilibrata.


Ma dopo alcuni racconti, la donna anziana sembrava aver deciso di ritornare al suo stato precedente ed insieme al bassotto ripresero la loro posizione, scompostasi in seguito all'interruzione. 


Scesi alla mia fermata lasciando la voce inopportuna che tentava di riprendere la sua azione di disturbo e la mia coppia che incurante riprendeva la sua danza di appartenenza.

Wednesday, March 04, 2009

Ego te absolvo

Un tavolino variopinto, due sedie monocromatiche, un piccolo locale in un paesino che potremmo quasi definire di montagna (collina forse è meglio!).

Musica country (???).

Sembra proprio il luogo ideale: iniziano le confessioni.
Due amiche si raccontano le loro prime volte...

Il racconto si fa così avvincente ed interessante che quasi non si rendono più conto di essere in un locale pubblico. Forse dovrebbero abbassare un po' la voce, visti gli sguardi che provengono da quel gruppo di scapoloni del tavolo accanto... Ma in fin dei conti, a chi importa, una volta che ci si confessa bisogna farlo BENE!

Ecco che si passa dalla prima carezza, al primo bacio fino ... alla prima conoscenza in senso biblico.
Gli occhi dei vicini del tavolo sembrano sempre più interessati...

Confessione dopo confessione le due amiche si rendono conto di essere entrambe una voce fuori dal coro: tutte dicono sempre sospiranti "Ah, il primo bacio!" o "Ah! Che poesia la prima volta!".
Le due amiche concordano, invece, nel dire, forse anche con un po' di delusione, un solo e semplice "BAH!".

E abbandonano il locale in cerca di nuove avventure... e ne avranno, oh se ne avranno!
Macchine in tangenziale che sbandano e concludono la corsa con un testa coda [non quella su cui viaggiano le nostre due amiche, ma una abbastanza lontana da essere evitata], incontri con spavaldi ed inopportuni ex...

Ma queste sono altre storie.

Raccontiamo qui solo la storia di una lunga conversazione che si è conclusa con un'inestricabile riflessione.

Friday, February 13, 2009

Un certo Signor G.

Io non mi sento italiano, ma per fortuna o purtroppo lo sono!

Se avete tempo e voglia, andate a vedere lo spettacolo di Neri Marcoré.

Ne vale la pena!

Tuesday, February 10, 2009

Vrrrooooommmmm

In una notte buia e tempestosa, con pioggia torrenziale e freddo polare, io e la mia amica ci prepariamo ad affrontare una grande avventura: arrivare a Brescia in un locale a noi totalmente sconosciuto, consigliatomi da un'altra amica, perché lì, proprio lì e proprio quella sera, avrebbe suonato un gruppo di cui io non avevo mai sentito parlare prima di allora. Spinta da questi ottimi motivi, sono saltata sul mio orgoglioso bolide e vroooommm verso casa della mia amica.
Ed eccoci sull'autostrada, con il parabrezza appannato che non riesco a pulire, con la mia spider che produce dei rumori sospetti e con una pioggia incredibile!! Ma noi sprezzanti del pericolo ci avventuriamo, quel concerto proprio non possiamo perdercelo!
Arriviamo a Brescia, ci vedo un po' meglio e la pioggia sembra essersi calmata. Casello di uscita dall'autostrada: dove andiamo?? Niente paura, c'è la mappa di GoogleMaps che ci guiderà verso la meta. La mappa dice: "Seguite via Orzinuovi" e noi seguiamo... seguiamo... seguiamo... seguiamo... il comune di Brescia termina, entriamo in un paesino. Nooooo!!! GoogleMaps ci ha fregato!! ViaMichelin, perché non ho pensato a ViaMichelin???
Torniamo indietro, giriamo, giriamo, giriamo.... Chiediamo ad una gentile donzella che sta portando a spasso il suo pitbull... "Il locale X? Ma ceeerto!! Allora al semaforo vai a destra poi di nuovo a destra poi giri, poi dritto, passi il cavalcavia, poi vai a sinistra, poi segui la strada, poi fai inversione a U, poi vai a destra, al secondo semaforo torni indietro, poi vai a destra, poi sinistra, poi di nuovo sinistra e poi la rotonda.... bla,bla, bla....". Al semaforo vado a destra e poi mi perdo...
Alla fine chiediamo a due tizi, in una stradina buia e sospetta... siamo delle ragazze molto sagaci, spesso!
Questi due tizi stanno proprio andando nel locale X, "Seguiteci!".... EEEEHHHH... Sono tre quarti d'ora che giriamo per Brescia, finalmente!!!! Il tizio sale in macchina, fa manovra e inizia a correre come un dannato, la mia piccola spider annaspava quando siamo arrivate, povera... Ci porta in un parcheggio sconosciuto ai più, in cui si trova sempre posto ed infatti il posto c'era, anche tanto. In sole 50 manovre riesco a parcheggiare il mio bolide, mentre sento il tizio che sghignazza... spengo il motore. 
Apro la portiera, sono a soli 50 cm dal marciapiede... Sono una perfettissima autista!!
Alla fine ce la facciamo e arriviamo al mitico locale! Serata spettacolare, da Donna Avventura...
Giusto per la cronaca ci siamo perse anche al ritorno....

Saturday, January 24, 2009

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Duro fare i duri...
Adesso vorrei proprio essere piiiiiiccola piiiiiiccola...
Un puntino.

Wednesday, January 21, 2009

Cercasi

Bene, iniziamo il nuovo anno...
Non stiamo con le mani in mano, bisogna fare un sacco di cose divertenti...

Partiamo dal cinema.
Avviso chiunque sia interessato che riprendo a frequentare le sale cinematografiche.

Quindi cercasi partner da sala, ambosessi, taciturno durante le proiezioni, possibilmente non sgranocchiante. Gradito il comune interesse per film d'essai e di animazione. No perditempo.
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