Wednesday, February 16, 2011

HeeHeHeHEHEeheehHE


Come ridere delle proprie disgrazie...


Wednesday, February 09, 2011

Sono donna e dico ancora

A pensarci bene, ci sono troppe cose in questa Italia a cui dire basta, tante che l'unica soluzione sarebbe andare via da qui.

Ma nonostante tutto io sono fiera di essere italiana e non cambierei la mia nazionalità per nulla al mondo.

Quindi voglio essere positiva: sono donna e dico ancora.


Ancora al sorriso e all'ospitalità, unica nella mia terra.

Ancora alla cultura del cibo e della buona compagnia.

Ancora alla fierezza delle nostre tradizioni.

Ancora al suono musicale dei dialetti d'Italia.

Ancora all'arte di arrangiarsi con quello che si ha, tipica dell'italiano.

Ancora agli italiani che non si cibano del nettare mediatico.

Ancora alle donne italiane che sanno dire basta.

Ancora ai giovani italiani che hanno sete di conoscenza e voglia di fare.

Ancora al sudore di chi lotta contro un sistema marcio e che in cambio riceve solo insulti.

Ancora al coraggio di Saviano, che lotta per noi anche se noi non lottiamo per lui.

Ancora al piacere dei piccoli gesti e delle semplici parole, di cui noi italiani siamo sempre capaci.

Tuesday, August 24, 2010

Un attimo per il ricordo di un attimo


Una luce, un odore, un colore, un ambiente, un rumore: i ricordi ti pervadono.
Partono dalle estremità del corpo per concentrarsi in un unico punto: lo stomaco, la gola, il cuore.
E d'improvviso gli occhi si riempiono di lacrime ed un brivido risale la nuca fino alla punta dei capelli.

È un attimo, non me ne rendo conto...
Sono in stazione, ferma ad un binario, aspetto il treno. Non so cosa abbia scatenato il ricordo, forse quella luce particolare di una sera di fine estate, forse un odore che consciamente non percepisco, un colore che non vedo, un rumore che non sento.

Lo vedo chiaro nella mia mente, il ricordo è così limpido che per quella frazione di secondo sono tornata in quel luogo. Una stazione del metrò di Berlino, quella stazione di Kreuzberg vicina al mio alloggio. Grigia, un po' cupa... ma per me affascinante.

Ed il ricordo, per quanto breve, mi riporta ad una sensazione vivida di libertà e di vita.

In una buia stazione dl metrò di Berlino, un giorno, per un solo attimo, mi sono sentita onnipotente, spaventata, libera ed incoscente. In un luogo diverso, pronta per una nuova avventura, decisa a conquistare il mio angolo, assetata di conoscenza, impaziente di entrare a contatto con quel mondo, sentivo la vita.

Il ricordo mi ha abbondonato così come mi ha preso, improvvisamente, lasciandosi alle spalle occhi umidi, la scia di un brivido e l'imminente desiderio di provare ancora quella sensazione.

Monday, May 31, 2010

Lancia il Berlu


La singolare e spettacolare protesta di ONE International (l'organizzazione guidata da Bono degli U2) contro il Berlusca...

Consiglio di giocarci, è molto divertente!!!

Sunday, May 30, 2010

Tuesday, May 11, 2010

Gli alpini si radunano




Direi a dir poco bellissimo!!

Mai visto tanta gente tutta insieme...

Questo mi sembra un perfetto riassunto del weekend passato.

Tuesday, April 13, 2010

Parti in fretta e non tornare

- Sai, Camille, il giorno in cui Dio creò Adamsberg aveva avuto una nottataccia.

- Ah no, - disse Camille sollevando lo sguardo, - non lo sapevo.

- Sì invece. E non solo aveva dormito male, ma era a corto di materiale. Sicché, come uno stupido, andò a bussare dal Collega per farsi prestare un po' di armamentario.

- Vuoi dire… il Collega di sotto?

- Ovvio. a quest'ultimo non parve vero e si affrettò a procurargli qualche ingrediente. E Dio, istupidito dalla notte in bianco, mescolò tutto senza criterio. Da questo impasto tirò fuori Adamsberg. Fu un giorno davvero fuori dal comune.

- Non ne ero al corrente.

- C'è in tutti i buoni testi, - disse Danglard sorridendo.

- E cosa gli diede il Diavolo?

- L'indifferenza, la duttilità, la bellezza e l'elasticità.

- Merda.

- L'hai detto. Ma non si seppe mai in che proporzioni quello sconsiderato di Dio preparò il miscuglio. Resta uno dei grandi misteri teologici attuali.

- Non intendo occuparmene, Adrien.

- Ovvio, Camille, perché è notorio che quando Dio fabbricò te aveva fatto un pisolino di diciassette ore ed era in forma smagliante. Per tutta la giornata si impegnò a modellarti beatamente con le sue mani laboriose.

Camille sorrise.

- E tu, Adrien, com'era Dio quando ti fabbricò?

- Aveva sbevazzato tutta la sera con i compari Raffaele, Michele e Gabriele, qualcosa di tosto. L'aneddoto è meno noto.

- Avrebbe potuto avere effetti mirabolanti.

- No, gli ha dato un bel tremito alle mani. Ecco perché i miei contorni sono sfumati, incerti, imprecisi.


Fred Vargas


E dopo questo, immagino per ogni persona che conosco o incontro cosa ha potuto combinare Dio il giorno che li ha fabbricati.


E chissà com'era Dio quando creò me…