"s.m. e f. Lavoratore o studente che quotidianamente si sposta dalla località di residenza per raggiungere quella della propria attività.
v. intr. Di un corpo sospeso, oscillare ritmicamente come il pendolo"
Devoto Oli
La mattina alle 5:30 suona la sveglia.
Si apre automaticamente mezzo occhio e con un movimento, che non sai bene come tu sia in grado di produrre, ordini alla tua sveglia di ricordati che la tua giornata inizia tra 10 minuti. Lei puntualmente obbedisce e dopo 10 minuti è ancora lì e suona.
È ora! Ti trascini per casa e alla fine ce la fai a prepararti.
Inizia il tuo viaggio.
Autobus
Sei ancora abbastanza rincoglionita, sali, borbotti un "Buongiorno" all'autista, ti siedi sul primo sedile vuoto che trovi. Se sei fortunata scopri in ritardo che accanto a te c'è una persona che puzza di alcol alle 6 del mattino, se sei sfortunata ti sei seduta dove qualcuno qualche giorno prima ha vomitato. Quando è una delle tue giornate migliori, c'è un gruppetto di simpatici, gioviali e vivaci adolescenti che (non si capisce bene con quale voglia) ridono, scherzano ed urlano, giusto per allietare la tua mattinata. Arrivi in stazione.
Treno
Fortunatamente sali alla stazione da cui si forma il treno, quindi riesci a trovare un posto a sedere. Il treno parte. Dopo 5 minuti si ferma nella prima stazione, intanto tu avevi già iniziato ad appisolarti in una posizione semi-comoda. Sale un'orda di gente affamata di posti a sedere. In due millisecondi la tua posizione semi-comoda diventa scomodissima: hai un tuo ginocchio in bocca, mentre lotti con quello di fronte per piazzare l'altra gamba da qualche parte in modo che resti attaccata al corpo, nel frattempo quello accanto ti piazza un gomito in un fianco che lì resta per 45 minuti di viaggio. Ad un certo punto, qualcuno decide che bisogna temprare il carattere dei passeggeri e fa partire l'aria condizionata, inizi a congelarti! In queste condizioni, non si sa bene come, ti addormenti. Ti risvegli poco prima della tua fermata e nella stessa posizione di prima cerchi di infilarti giacca, sciarpa, cappello e guanti. Ti si accavallano due nervi della schiena, un dolore immenso, ma ce la fai. Scendi dal treno.
Metropolitana
Appena scesa dal treno diventi un corpo sospeso, la massa di gente ti spinge verso la metropolitana, a volte non poggi neanche i piedi per terra. Raggiungi la metro che ti porta al lavoro, non c'è molta gente, sorridi speranzosa. Arriva la metro, ma in quell'attimo arriva anche una folla immensa (che ogni volta ti chiedi da dove provenga tutta questa gente e poi perché sempre tutti in quel momento???). Sali sulla metro, sei schiacciata tra cinque persone e otto borse. Se sei fortunata almeno una ha bevuto un paio di bicchieri di whiskey, se sei sfortunata la borsa di quello accanto ti si piazza dritta nello stomaco. Quando è una delle tue giornate migliori, c'è qualcuno che ti mette la mano sul sedere. Scendi alla fermata, cambi metro, stesso discorso. Arrivi.
Ti fai 10 minuti a piedi e sei al lavoro.
Lo stesso si ripete per il viaggio di ritorno a casa.
Sei un pendolare, la tua attività principale è essere un corpo sospeso che ritmicamente oscilla, come il pendolo.
Se la pensi in questi termini, la cosa ti sembra quasi bella!